Sweet home Budapest

A una settimana dall’esordio con il botto a Danzica, tornano in pedana le ragazze del fioretto. Debutta il Dream Team.

 

Il ciclone Arianna si è già abbattuto su Danzica e ora punta deciso verso Budapest. Una città che evoca dolci ricordi alla fiorettista lombarda, che proprio nella capitale magiara si laureò Campionessa del Mondo ad agosto. Una medaglia tanto desiderata e finalmente arrivata, ciliegina sulla torta di una stagione monstre: il bis ottenuto qualche giorno dopo nella prova a squadre non ha fatto altro che rendere ancora più bella la cartolina estiva dalle rive del Danubio.

Ed è proprio qui che fa tappa il circuito di Coppa del Mondo di fioretto femminile, per una tre giorni che si apre venerdì con le qualificazioni ( da cui sono esentate le nostre Errigo, Di Francisca e Erba) per chiudersi domenica con la prova a squadre. La prima della stagione, l’occasione per vedere di nuovo all’opera quello che ormai per tutti è il Dream Team: l’ultima esibizione risale al Mondiale di Budapest e fu una prova di forza straripante, culminata nel 45-18 inflitto alle francesi in finale. Guyart e compagne, oltre ovviamente alle solite russe, sono le avversarie più accreditate dell’Italia, con le azzurre che però partono con il favore del pronostico. Facilmente ct Cipressa opterà per il quartetto che ha conquistato il Mondiale, con la curiosità legata al ruolo di Valentina Vezzali: nella cavalcata mondiale fu riserva di lusso di Carolina Erba, complice anche il fresco rientro post maternità. Con il suo rientro a tempo pieno, la faccenda potrebbe farsi più ingarbugliata: di fatto il terzo posto da titolare sarà un’affare proprio fra lei e la Erba, facilmente con la pedana come giudice supremo.

Per ciò che concerne le singole atlete, il vernissage in terra polacca ha messo in mostra la buona condizione tanto di Elisa Di Francisca – fermatasi a un passo dal podio – quanto di Valentina Vezzali, uscita sconfitta da un tiratissimo derby jesino proprio con Elisa: peccato sia capitato già agli ottavi di finale, di fatto interrompendo troppo preso il cammino di une delle due protagoniste. Ha impressionato Martina Batini, mentre ha un pochino deluso Carolina Erba, purtroppo uscita subito di scena per mano della francese Huin. Chissà che l’aria di Budapest e il ricordo di quell’oro a squadre vinto da assoluta protagonista – senza dimenticare la medaglia individuale sfiorata – non siano la giusta benzina per fare ripartire subito la Campionessa bustocca.
E poi ovviamente Arianna Errigo: la Campionessa del mondo ha sofferto solo un po’ in avvio, per sbrogliare la doppia matassa coreana che il tabellone le ha messo davanti: ma una volta ingranata la giusta marcia, è tornata a dare spettacolo, sciorinando la sua scherma “zemaniana” e schiantando le avversarie a suo modo, chiudendo la contesa già nel primo periodo. Fino alla vittoria finale, contro l’americana Prescod

L’anno scorso la gara fu appannaggio della Russia, che si prese i primi due gradini del podio grazie a Inna Deriglazova e Larisa Korobeynikova, quest’ultima a podio a Danzica e migliore delle russe. Sul podio salirono Arianna Errigo e la francese Thibus, con Carolina Erba che si piazzò settima. La prova a squadre fu vinta dall’Italia a spese della Francia, con la Germania di Carolin Golubytskyi al terzo posto.
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