La pressione? Uno stimolo

Ventidue anni da compiere, un palmares spaventoso a livello giovanile, podi pesanti tra gli assoluti. Alice Volpi si racconta a Pianeta Scherma dopo il secondo posto conquistato in Coppa del Mondo a Budapest.

 

Il suo secondo posto nella prova di Coppa del Mondo di fioretto femminile di Budapest non ha stupito chi la conosce. Alice Volpi è una delle ragazze più attese della nuova generazione di fenomeni italiani. Per arrivare fino alla finale, dove ha perso con Valentina Cipriani, ha sconfitto Elisa Di Francisca e Arianna Errigo. L’anno scorso è stata terza alle Universiadi di Kazan, vice campionessa italiana, e per quattro volte è salita sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo con il Dream Team. Pianeta Scherma l’ha intervistata.

Una gara quasi perfetta. Cosa ti è mancato per vincere la tua prima prova di Coppa del Mondo assoluta?
Leggendola a mente fredda mi son resa conto d’esser cresciuta, assalto dopo assalto, sia nella concentrazione che nell’autostima, e con queste due componenti sono riuscita a piazzare ottime stoccate. Poi, quando è cominciata ad affiorare la fatica, ho perso un po’ di incisività. Credo di aver avuto una flessione nella tensione nervosa e nella prima fase della finale la stanchezza ha avuto il sopravvento. Poi ho avuto una reazione, ma proprio quando potevo pareggiare il punteggio sul 13-13 c’è stata una stoccata molto dubbia che ho contestato ma l’arbitro ha assegnato a Valentina Cipriani e li si è giocato l’assalto.

Non salivi sul podio in Coppa del Mondo da più di un anno. Ti mancava?
Il podio manca sempre, o meglio, è sempre una splendida emozione e un grande appagamento. Ma comunque la scorsa stagione sono salita sul gradino più alto in Coppa del Mondo per quattro volte come componente del Dream Team, sono vice campionessa italiana individuale e campionessa italiana a squadre, e alle Universiadi di Kazan ho fatto (dietro allo squadrone russo) terza nell’individuale e seconda a squadre.

Nei giovani hai ottenuto risultati straordinari. Senti la pressione delle aspettative su di te?
Da junior ho vinto un titolo mondiale individuale e due a squadre, due campionati Europei (individuali e a squadre), e per due volte ho vinto la classifica di Coppa del Mondo under 20. Ci sono abituata alla pressione di chi mi sta intorno. Mi dà noia quando ho la sensazione di non esser ben preparata. Quando invece mi sento ok, la pressione si trasforma in stimoli positivi.

A Budapest hai battuto Elisa Di Francisca e Arianna Errigo. Come hai fatto?
Nel periodo che precedeva gli assalti, come sempre, ho cercato la concentrazione e ho raccomandato a me stessa di aver la pazienza di preparare le stoccate senza precipitare le azioni nella speranza di finire presto l’assalto. Entrambe sono due schermitrici eccezionali, ai vertici mondiali, due amiche che non perdonano nulla all’avversaria. Ogni errore, con loro, si paga a caro prezzo e non potevo né sbagliare né regalare loro l’opportunità di punirmi. Ho vinto !

Se dovessi descrivere le tue caratteristiche tecniche, a quale campionessa ti paragoneresti?
Ho una buona struttura fisica, sono potente e nel contempo veloce schermisticamente e sono in possesso di una buona ed efficace tecnica di base. Non credo di assomigliare in particolare e nessuna delle colleghe o delle schermitrici che mi hanno preceduta. Caratterialmente penso di essere molto vicina, per certi aspetti, a Elisa Di Francisca.

Senese e tifosissima della Fiorentina. Nella regione più campanilista d’Italia è possibile?
Sin da piccola ero tifosa della Fiorentina e allora il Siena era in serie C. Poi è salito in A, ma certamente non potevo e non volevo cambiare la squadra del cuore.

Quando sei all’estero per le gare ti tieni aggiornata sui risultati della Viola? Come?
Sono costantemente in contatto con mio padre via sms. Io lo aggiorno sui risultati dei miei assalti e lui mi fa sapere delle partite.

Cosa ti aspetti da questa stagione?
Siamo alla seconda gara di Coppa del Mondo e la gara di Budapest mi ha dato la percezione delle mie potenzialità. Per la verità in me stessa ci ho sempre creduto ma sicuramente una gara come quella di Budapest è veramente un ottimo ricostituente per la propria autostima e per tutto lo staff che mi segue in tutti gli aspetti della mia preparazione: stato fisico/atletico, comportamentale e motivazionale nonché e non di meno la componente tecnica. Se riuscirò a crescere e maturare nella gestione delle mie quotidianità non ci saranno traguardi preclusi.

Ci speri nell’Olimpiade di Rio?
Ci spero fortemente come ci sperano tutte le ragazze che sono con me in Nazionale.

 

Twitter: @GabrieleLippi1

Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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