Il segreto è il carattere

Intervista a Martina Batini, che ha conquistato a Tauber il suo primo successo nella Coppa del Mondo di fioretto.

 

A Tauber ha sorpreso tutti. Mentre gli occhi erano puntati su Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali, lei si è presa il palcoscenico e il primo gradino del podio. Ma Martina Batini non è certo una sconosciuta per chi è appassionato di scherma. Da under 20 ha conquistato un bronzo mondiale, e l’anno scorso è stata argento a squadre all’Universiade di Kazan. A livello assoluto aveva già centrato cinque volte la finale a otto, ma le mancava il podio. Se l’è preso nel modo più bello e completo possibile. A una settimana da Torino.

All’improvviso, a 24 anni, una vittoria in Coppa del Mondo. Come è successo? Quali sono stati gli ingredienti di questo successo?
In quest’ultimo periodo fisicamente mi sento bene, mi sto allenando bene e serenamente e ho recuperato a pieno un infortunio al ginocchio che mi portavo dietro dall’anno scorso. A Tauber, però, penso che sia stato il carattere a fare la differenza. Ho tirato fuori una grinta che non avevo ancora fatto mai uscire del tutto. Non mi sono mai arresa, ho continuato a crederci anche quando, per entrare nelle otto, perdevo 11- 4 contro l’ungherese Knapek. Alla fine ce l’ho fatta.

Prima della gara avevi chiesto un consiglio a un amico e compagno di allenamento, Alessandro Maci. Ci racconti come è andata?
Alessandro mi ha portato fortuna! Ero in aeroporto e per messaggio, scherzando, gli chiedevo qualche dritta perché non ero soddisfatta di come erano andate le gare precedenti e volevo fare meglio. La sua risposta è stata semplice: «Vinci».

Hai battuto Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca. Sono stati assalti particolarmente difficili? O conoscere molto bene le avversarie che avevi davanti ti ha aiutato?
Elisa e Arianna sono due campionesse indiscusse, oro e argento alle ultime Olimpiadi. Sono molto forti, quindi sì, sono assalti particolarmente difficili. Con Arianna, inoltre, siamo amiche da molti anni quindi si aggiunge anche una componente emotiva che per me spesso è difficile da tenere sotto controllo. Il fatto che tiriamo insieme a tutti i ritiri della nazionale ci fa salire in pedana sapendo già quello che ci aspetta dal punto di vista schermisitico, però poi ogni assalto ha una sua storia, ogni volta è diverso, entrano in gioco tante altre cose.

Sei stata bronzo mondiale under 20, ma esplodere a livello assoluto non è facile per voi fiorettiste italiane. Davanti avete dei mostri sacri, siete tante ad altissimi livelli, e spesso dovete alternarvi nelle prove di Coppa del Mondo. Come hai convissuto con questa situazione in questi anni dopo l’uscita dalla categoria giovanile?
Sì, nell’under 20 mi sono tolta un po’ di soddisfazioni ma il passaggio alla categoria assoluta non è stato facile. È un cambiamento che ho sentito. Ti affacci in un mondo dove ci sono tante atlete forti e consolidate e piano piano devi cercare di ritagliarti il tuo spazio. Bisogna avere pazienza, lavorare sempre al meglio e fare tesoro delle esperienze.

Tua sorella, Camilla, tira di spada. Tu di fioretto. Discutete mai tra di voi su quale sia l’arma migliore?
Io e Camilla ci sentiamo sempre prima, durante, e dopo le gare per sostenerci a vicenda, ma a casa non parliamo di scherma. Nel tempo libero abbiamo un sacco di interessi, andiamo al cinema o ai concerti, e lei è anche un’ottima cuoca. La scherma la lasciamo per quando siamo in palestra.

Adesso viene il difficile, perché dopo l’exploit bisogna confermarsi. E dalla prossima gara gli occhi saranno puntati anche su di te. Senti la pressione?
Sì è vero, confermarsi è sempre la parte più difficile e la pressione la sentirò molto. Però a Torino cercherò di sfruttare questa tensione in maniera positiva per dare il massimo, e sicuramente la vittoria di Tauber mi darà anche un po’ di carica in più.

Tra meno di una settimana c’è la gara di casa, Torino. Ci tieni particolarmente? Cosa ti aspetti?
La gara di Torino porta con sé un bel ricordo per me, perché è stata una delle prime di Coppa del Mondo assoluta che ho fatto da under 20, arrivando anche nelle prime otto. Spero che mi porti fortuna anche quest’anno e soprattutto spero di vedere, sugli spalti, un bel po’ di gente: un po’ di tifo fa sempre piacere.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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