Boicottaggio a Mosca

A Mosca non ci saranno atleti ucraini nella gara di sciabola dopo gli ultimi eventi di Sinferopoli.

 

La Federazione Scherma dell’Ucraina ha comunicato l’intenzione di voler ritirare i propri atleti iscritti alle competizioni di sciabola maschile e femminile che si svolgeranno questo fine settimana a Mosca. Un gesto che era nell’aria, visto l’acuirsi della tensione fra Russia e Ucraina in Crimea, e che è diventato effettivo dopo la drammatica giornata di ieri a Sinferopoli, dove un soldato ucraino è stato ucciso e un altro ferito nel corso di un assalto da parte delle truppe russe. Difficile in questi casi fare finta di niente e parlare di sport, difficile continuare come se nulla fosse a non intrecciare queste due sfere. E così è scattato il boicottaggio.

Questo il comunicato ufficiale della Federscherma di Kiev per motivare la scelta del boicottaggio: « Fino a questo momento lo sport è rimasto fuori dalla politica. Ma il 18 marzo si è verificato un fatto che non si può ignorare: durante l’attacco alla base di Sinferopoli, un soldato ucraino è rimasto ucciso e altri feriti. Di fronte a questa tragedia, la squadra nazionale di sciabola si rifiuta di prendere parte a gare che si svolgono sul territorio della Federazione Russa, in particolare alla prova di Coppa del Mondo “Sabre de Moscou” che si terrà a Mosca dal 21 al 23 marzo. Fra gli atleti che boicotteranno il torneo ci sono le campionesse olimpiche di Pechino 2008 Olga Kharlan, Galyna Pundyk, Olga Zhovnir e le campionesse del mondo nella prova a squadre Alina Komashchuck e Olena Voronina, e gli atleti medaglia di bronzo europea 2013 Dmytro Boyko, Dmytro Pundyk, Oleg Shturbabin e Andrey Yagodka, nonchè gli allenatori Garnik Davidian e Valery Shturbabin. La Federazione Scherma dell’Ucraina esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia del soldato defunto».

Un gesto forte, che priva la gara femminile di un’assoluta protagonista, ma che soprattutto sposta inevitabilmente l’attenzione da quello che è l’aspetto meramente agonistico dell’evento. Perchè è sempre difficile parlare di festa, di sport, di grandi gesti atletici, quando fuori dalla porta tuonano i cannoni. La speranza è che al più presto questi tacciano, e si possa tornare a raccontare le uniche battaglie che a noi piacciono, ovvero quelle a colpi di fioretto, sciabola o spada messe in scena dai migliori interpreti al mondo di quel meraviglioso spettacolo che è la scherma.

Twitter: agenna85

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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