Varato il Codice Etico Fis

La Federscherma italiana ha varato il Codice Etico. Immediata l’entrata in vigore. 

 

La Fis ha diffuso recentemente, mercoledì 5 marzo, il Codice Etico. Esso ha validità e applicazione immediata in tutto il nostro mondo schermistico italiano. Vero è che sono trascorse solo due settimane, ma sembrerebbe che un così importante regolamento non sia stato ancora stato diffuso e compreso. Solamente l’Assemblea delle Società Schermistiche della Lombardia ha toccato questo punto e ha invitato tutti i dirigenti e tecnici a prenderne atto e a darne adeguata diffusione.

Ma che cosa è, che cosa vuole essere il Codice Etico della FIS? E ultima domanda: era davvero necessario, per un sport come la scherma dove il rispetto delle regole e il fair play sono da sempre dei valori inscindibili dalla pratica e dallala vita quotidiana nelle Sale di Scherma e in gara? Il Codice Etico mette chiarezza e fissa le norme “sostanziali e comportamentali” a cui si devono attenere tutti coloro che operano nel mondo schermistico in Italia, all’interno della FIS, tutti gli affiliati e tesserati, dirigenti, tecnici, arbitri e atleti. Il documento è stato preparato dalla Commissione Statuti e Regolamenti della FIS e approvato dal Consiglio Federale. Come già detto la validità è immediata e, come ben noto “Ignorantia legis neminem excusat”, nessuno può invocare l’ignoranza dei regolamenti.

Il Codice Etico si sviluppa in quattro paragrafi:
–       la premessa
–       i principi generali
–       i rapporti tra tesserati
–       la procedura, le modalità dei procedimenti disciplinari
in totale sono solo tre paginette,  per 15 articoli.

Il primo pensiero, una volta completata la lettura,  è stato per il capitolo XXV dei Promessi Sposi, quando Alessandro Manzoni fa dire a Don Abbondio “che avrò torto io… Il coraggio, uno non se lo può dare”. Cioè i concetti di eticità, se non sono già presenti, difficilmente si possono imporre per legge; così come Don Abbondio diceva che il coraggio non ce si può dare. Si potranno sanzionare i comportamenti non regolamentari, ma l’educazione ad un sport eticamente fondato è altra cosa. Io penso che l’etica dovrebbe essere già ben presente nei valori dello sport, in particolare del nostro mondo schermistico, dal decalogo dello schermidore diffuso da Edoardo Mangiarotti, per passare dagli insegnamenti quotidiani dei nostri maestri nelle Sale di Scherma.

Twitter: Gianandrea11

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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