Dall’Acropoli al Pireo

Atene, culla del mondo occidentale e delle Olimpiadi moderne. Scegliete il vostro albergo per il Trofeo Acropoli.

 

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Tre immagini vengono alla mente, quando oggi si pensa ad Atene, che fissano in poche istantanee tre momenti di una storia più che millenaria. Per primo il Partenone, monumento-simbolo dell’Acropoli, la “città alta” in senso fisico, dal momento che sovrasta la capitale greca e il relativo golfo, quanto morale visto che tramanda tuttora a noi il ricordo dell’Età di Pericle (V secolo a.C.) quando all’ombra dei Propilei, l’Eretteo e il Tempio di Athena Nike si elaborava ed esercitava per la prima volta in senso compiuto la “democrazia”, il governo rappresentativo del popolo, concetto che poi sarebbe stato alla base del mondo occidentale quale tuttora lo conosciamo.

In seconda battuta, almeno per chi ama lo sport ma non solo, Atene è sinonimo di Olimpiadi. Non tanto per quelle dell’Antichità, che appunto si svolgevano ad Olimpia, quanto per quelle moderne con particolare riferimento a due edizioni: la prima, nel 1896, che sanciva la rinascita dei Giochi nella sua sede storica (l’impianto che ne ospitò la cerimonia di apertura, poi ribattezzato con l’attuale nome di Stadio Panathinaiko, è tuttora integro e visitabile), e quella più recente del 2004, la XXVIII edizione, di cui oltre alle imprese sportive è rimasta negli occhi la spettacolare cerimonia di apertura nel nuovo Stadio Olimpico intitolato a Spyros Louis, primo vincitore della Maratona moderna proprio nel 1896, che nei suoi oltre 30 anni di vita ha ospitato tre finali di Champions League di calcio (1983, 1994 e 2007), alcune gare dei Giochi del Mediterraneo nel 1991, un Europeo (1982) e un Mondiale (1997) di atletica leggera.

La terza immagine, che da qualche tempo abbiamo purtroppo sotto gli occhi, è l’impatto della crisi economica mondiale su Atene e sulla Grecia, che ne ha fatto in questi anni il Paese più vulnerabile dell’intero Vecchio Continente: l’insieme micidiale dell’eccessivo debito pubblico e in genere della fragilità dei fondamentali economici e della cattiva gestione della cosa pubblica da parte della classe politica degli ultimi due decenni, combinato con gli effetti generali della crisi finanziaria sulla moneta unica europea, hanno condotto la Grecia sull’orlo della bancarotta, con conseguenze drammatiche sull’economia reale e in primis sulla disoccupazione, che ha raggiunto il picco del 27,3% a fine 2013.

Pure se Atene convive oggi con la crisi, il suo patrimonio artistico, culturale e storico resiste intatto: nella scoperta turistica della città tra i luoghi da visitare vi sono certamente il Museo archeologico nazionale, che ospita al suo interno una collezione inestimabile dei migliori tesori della civiltà greca nel corso dei secoli, il quartiere di Plaka, un dedalo di vie e vicoli ai piedi dell’Acropoli nonché luogo di botteghe e ristoranti tipici oltre che di una vivace vita notturna, le due piazze principali, piazza Omonia e piazza Syntagma – su quest’ultima si affacciano la sede del parlamento ellenico e la tomba del Milite Ignoto il cui cambio della guardia è effettuato dagli euzoni, i soldati con il caratteristico gonnellino (la fustanella) e le babbucce con la punta ricurva – e infine il Pireo, il più grande porto della Grecia e il maggiore d’Europa per numero di passeggeri in transito nell’arco di un anno solare, che rappresenta una sorta di simbolo per una città che qualche millennio fa proprio dal mare ha fatto salpare il suo patrimonio di idee e cultura verso l’intero Occidente.

Per tutto questo, e molto di più, vale la pena di visitare Atene. Magari facendolo il weekend che va dal 25 al 27 aprile, quando in città passerà il Trofeo Acropoli, valido per la Coppa del Mondo di sciabola maschile.

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Twitter: MattiaBoretti

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