Uno sguardo oltre l’Italia

Un bilancio in chiave extra-azzurra dei mondiali di Plovdivi. Fra sorprese e conferme.

 

Cinque medaglie, di cui due ori – firmati da Luca Curatoli bravo nel prendersi la corona tanto a livello individuale quanto a guidare il quartetto alla vittoria più prestigiosa – e tre bronzi. Questo il bilancio italiano, per ciò che concerne la categoria Under 20, degli appena conclusi Mondiali di Categoria di Plovdiv. Un bilancio buono, che lascia soddisfatti i vertici federali, sebbene in saldo negativo rispetto alle undici medaglie complessive arrivate a Porec lo scorso anno. Ma l’edizione 2014 dei mondiali giovani ha lasciato altri spunti interessanti se si va a tracciare un bilancio delle gare in ottica extra Italia.

Fioretto a marca Usa e Cina – L’anno scorso feudo azzurro, quest’anno terreno di spartizione fra due nazioni: da una parte gli Stati Uniti, che han fatto en plein nelle gare femminili, dall’altra la Cina, che ha ottenuto il medesimo bottino nelle gare maschili. Questo han detto le gare di fioretto a Plovdiv. Due in particolare i personaggi che si sono distinti: Lee Kiefer e Haiwei Chen. La prima è una vecchia conoscenza, che alla sua quinta partecipazione riesce finalmente ad acchiappare l’oro di categoria dopo un quinto posto, due bronzi e un argento. Un alloro che non poteva mancare nella bacheca di una ragazza che, appena diciassettenne, è stata in grado di centrare un bronzo mondiale a livello assoluto a Catania e di sfiorare il podio olimpico l’anno successivo a Londra. Nella prova a squadre sono salite sul podio con lei Jacqueline Dubrovich, Margaret Lu e Sabrina Massialas. In campo maschile, detto del dominio della Cina, va segnalata la presenza in forze di schermidori provenienti dal continente asiatico, con ben quattro rappresentanti fra i primi otto. Non è poi mancata, anche qui, la presenza a stelle e strisce: Alexander Massialas è tornato a casa con il bronzo individuale e l’argento a squadre assieme a Nobuo BravoAxel Kiefer  e Michael Woo.

Asia in crescita – Del dominio cinese nel fioretto maschile abbiamo detto. Ma la scuola asiatica è in netta ascesa anche a livello giovanile e non solo per merito della Cina. Basti vedere la finale della spada maschile, che è stato un discorso fra il giapponese Masaru Yamada – poi medaglia d’oro – e il coreano Yung Bjeung. Due medaglie anche dal fioretto per il Giappone, grazie ai bronzi di Toshya Saito nella gara maschile e di Karin Miyawaki in quella femminile. Per la Corea il bronzo nella prova a squadre di spada maschile.

Stati Uniti a forza 10 – Non solo fioretto. La scherma americana si afferma in tutte le armi, anche in quelle -come la spada – dove c’era minor tradizione. L’oro nella prova a squadre di spada femminile, il bronzo di Justin Yoo – già argento nella gara cadetti – in quella maschile ne sono la prova. C’è poi la sciabola, tradizionale terreno di conquista soprattutto al femminile: un argento – Sage Palmedo – e due bronzi, con Gracie Stone nella prova a squadre dove a completare il quartetto c’erano Francesca Russo e Adrienne Jarocki. A completare il ricco bottino, fatto di dieci medaglie, il bronzo nella prova a squadre maschile.

Focus sull’Europa – Per chiudere il nostro giro del mondo, diamo un’occhiata alla situazione europea. La scuola schermistica del Vecchio Continente sembra essere stata investita in pieno dal vento di globalizzazione che da qualche anno a questa parte ha cominciato a soffiare sulla scherma. La Germania torna a casa a mani vuote, la Francia con la medaglia d’argento conquistata dalle sciabolatrici  Manon Brunet, Margaux Gimalac, Marie Lecoq e Margaux Rifkiss nella prova a squadre, a cui si aggiunge il bronzo di Tom Seitz nella prova di sciabola individuale maschile. La Russia torna a casa con un buon computo finale di medaglie -sette – ma un solo oro, vinto da Anna Bashta, Evgenia Karbolina, Tatyana Sukhova Ekaterina Vorobyeva nella prova a squadre di sciabola. Buono il mondiale dell’Ungheria, dove spiccano le medaglie d’oro di Anna Marton nella sciabola femminile e quello del quartetto di spadisti nella prova a squadre maschile. L’Estonia si dimostra forte nella spada, dove si afferma Katrina Lehis. Una medaglia se la portano a casa anche Repubblica Ceca – con l’argento di Alexander Choupenitch  – e Israele.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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