Strasburgo, Pizzo d’argento

Lo spadista catanese sfiora il titolo europeo. Vince Redli. Bronzo per Lucenay e Heinzer. 

 

Perfetto quasi fino alla fine. È un argento che risplende di gioia e sicurezza ritrovata quello di Paolo PizzoCome il sorriso dell’aviere catanese, vicecampione europeo di spada maschile a Strasburgo (leggi l’intervista nel post gara). Il titolo se lo prende Andras Redli, che infila al collo la prima medaglia pesante della sua carriera individuale, dopo tanti successi a squadre. E se lo prende con merito, perché non sbaglia nulla.

Pizzo, alla perfezione, ci va vicino. La fa riscaldare fin dalla mattina, con sei vittorie su sei in un girone che vede l’eliminazione clamorosa del campione del mondo e numero 1 del tabellone Nikolai Novosjolv. La mostra a sprazzi nell’assalto dei 64 contro il portoghese Joaquim Videira. La rispolvera nel perentorio 15-5 rifilato all’israeliano Grigory Beskhin nei 32 e la fa brillare del tutto nella semifinale contro Jean-Michel Lucenay, battuto 15-11 con un assalto magistrale. In mezzo anche gli incontri, più sofferti e vinti di una sola stoccata, contro l’ucraino Maksym Khvorost e il russo Anton Avdeev.

Una scherma bellissima quella di Pizzo. La sua scherma. Esplosivo sulle gambe come quando nel 2011, a Catania, si laureò campione del mondo, rapido con il braccio e il polso come una settimana fa, quando ad Acireale si è preso il suo secondo oro agli Assoluti italiani. Per quasi tutta la gara appare imbattibile, capace di infilare le stoccate anche quando sembra aver perso l’occasione, quando sembra irrimediabilmente incastrato nel ferro dell’avversario. Una capacità di svincolo che ha pochi eguali al mondo e che lo porta a un passo dal suo primo titolo europeo in carriera.

Poi arriva Andras Redli. Il magiaro ci mette un po’ a capire come deve tirare per aver la meglio di Pizzo, che scappa sul 3-1, prima di essere ripreso. L’assalto si spezza nell’ultimo minuto del primo periodo. Redli mette un parziale di 5-0, si porta avanti 9-5, e da quel momento gestisce con calma e freddezza. Finisce 15-8, con Pizzo che si arrende dopo un ultimo disperato tentativo di riaprirla. Ma è un secondo posto che vale tanto, una rivincita contro la sfortuna e le difficoltà degli ultimi due anni, una pietra importante su cui costruire un futuro che comincia tra pochi giorni, con la prova a squadre.

Lì Pizzo avrà al suo fianco tre compagni davvero forti: Enrico Garozzo, desideroso di riscatto dopo la prematura uscita di scena nella gara individuale (15-9 nei 64 contro l’azero Alyiev); Lorenzo Bruttini, eliminato ai 32esimi dal francese Gauthier Grumier; Marco Fichera, fuori un turno dopo contro il russo Sergey Bida. Una squadra che può puntare in alto, se darà tutto quello che ha. La strada giusta l’ha indicata il capitano. Bisogna solo seguirla.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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