La regina e la principessa

Olga Kharlan vince a Strasburgo. Quinto titolo europeo in carriera. Splendido bronzo per Rossella Gregorio.

 

Davanti a tutte, sopra tutte, c’è ancora lei. Olga Kharlan fa pokerissimo, cinque titoli europei in carriera, quattro consecutivi, e lo fa a modo suo con una rimonta in finale. Ma due gradini più un basso, con uno splendido bronzo al collo, c’è una ragazza del Sud Italia con tanta cazzimma. Se Olga Kharlan è la regina della sciabola femminile, Rossella Gregorio è una principessa in costante crescita, che sembra aver trovato la confidenza giusta per poter competere con le migliori.

L’ha dimostrato ancora una volta a Strasburgo, perdendo solo dal fenomeno ucraino, ma uscendo a testa alta di gara. 15-8, con almeno due stoccate tolte in modo piuttosto discutibile dall’arbitro. Resta comunque solo la gioia per un risultato che corona una stagione eccellente, in cui è stata la migliore delle azzurre. A Strasburgo, infatti, Irene Vecchi esce subito di scena, perdendo 15-6 contro l’ungherese Nora Garam, senza riuscire mai a entrare nell’assalto dopo un buon girone concluso con cinque vittorie e una sola sconfitta. E nel turno delle 32 va fuori anche Lucrezia Sinigaglia, sconfitta da Olga Kharlan per 15-4. Dura un turno in più la gara di Ilaria Bianco, eliminata nelle 16, per 15-8 da Yana Egorian.

Rossella invece non si ferma. Trova un buon canale, ma a ben vedere se lo guadagna lei. Perché dopo un girone così così (tre vinte e due perse) si ritrova davanti una campionessa enorme come Sofia Velikaya. Rossella la affronta senza timori reverenziali, vince 15-10, dà una grande impressione di sicurezza che confermerà nei turni successivi. Contro la spagnola Sandra Marcos soffre un po’ di più, ma poi vince 15-12. Quindi si prende il podio con un perentorio 15-9 sulla tedesca Anna Limbach.

Sul terzo gradino del podio sale anche la greca Vassiliki Vougiouka, mentre la finale è un discorso in cirillico tra Russia e Ucraina. Olga Kharlan, che sulla sua strada ha già battuto Dina Galiakbarova e Yana Egorian, fa altrettanto con Ekaterina Dyachenko. E ci gioca come il gatto col topo. Va sopra 8-7 alla sospensione tecnica, poi si addormenta alla ripresa dell’assalto, subisce un 1-5 e va sotto 9-12. A quel punto ne mette sei di fila: 10-12, 11-12, 12-12, 13-12, 14-12, 15-12. Oro, quarto titolo europeo in bacheca, e corona salda sulla testa.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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