AbBRONZatissime

La spada femminile italiana conquista il terzo posto agli Europei. Oro per la Romania, argento alla Russia.

 

Vederle lì, tutte e quattro insieme, sul terzo gradino del podio, è una bella sensazione. Vederle finalmente sorridere, dopo anni di paure e insicurezze, è qualcosa che fa ben sperare per il futuro. Il bronzo della spada femminile è il giusto premio per Bianca Del Carretto, Francesca Quondamcarlo, Rossella Fiamingo e Mara Navarria. La prima si era già presa, qualche giorno prima, un oro individuale, le altre aspettavano la loro giornata speciale. Ed è arrivata.

Sbagliano poco, pochissimo, solo nella semifinale contro una Romania che non è più soltanto Ana Branza, e che trascinata da Simona Gherman batterà anche la Russia, conquistando il titolo continentale.
Poi le azzurre si riprendono in una finale per il terzo posto che le ha viste battere con autorevolezza una squadra di alto livello come l’Estonia. Due terzi di match tra alti e bassi, poi la rimonta cominciata da Mara Navarria, che entra al posto di Francesca Quondamcarlo e porta la squadra dal -2 alla parità. Lo strappo, però, lo firma Rossella Fiamingo, che nel penultimo parziale rifila un nettissimo 5-0 alla campionessa del mondo in carica, Julia Beljajeva, lasciando in eredità a Bianca Del Carretto un ottimo margine per chiudere sul 45-42.

Un bronzo dolcissimo che cancella dalla bocca l’amarezza per una finalissima sfumata sul più bello, quando Rossella Fiamingo sembrava aver recuperato, nell’ultimo assalto di semifinale contro la Romania, le tre stoccate di svantaggio con cui era salita in pedana. Solo 16 secondi al termine e parità, un attacco forse troppo affrettato, la stoccata del nuovo vantaggio della Gherman, che sull’ultimo disperato tentativo di rimonta dell’azzurra ha dilagato.

Ma è stata davvero un’ottima gara quella dell’Italia, cominciata agli ottavi con un netto 45- sulla Finlandia, proseguita nei quarti con una vittoria senza patemi contro l’Ungheria di Emese Szasz. Forza, maturità e una ritrovata sicurezza nei propri mezzi. Dinamiche di squadra che sembrano tornate a funzionare come non accadeva da tempo, un podio che fa il paio con quello ottenuto nell’ultima prova di Coppa del Mondo a Rio de Janeiro e che semina buone sensazioni per un futuro che si chiama Kazan. Perché se questa squadra è in giornata, può vincere con chiunque.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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