Fioretto femminile, qualcosa è cambiato

Nessuna vittoria dell’Italia nelle prime due gare della stagione. Due primi posti per la Russia. Ma anche la Francia torna a crescere, e il livello medio globale si è alzato.

 

 

Due gare di fila senza vittorie. Alla squadra italiana di fioretto femminile non capitava da più di sei anni, dagli Europei e dalle Olimpiadi del 2008, quando le azzurre furono quinte a Kiev per poi prendersi il bronzo a Pechino. Ecco perché la stoccata messa a segno da Diana Yakovleva contro Arianna Errigo è a suo modo storica.

Se il terzo posto di Cancun aveva stupito tutti dopo una stagione di sole vittorie, ancora di più può dire il secondo di Saint Maur. L’Italia è sempre sul podio, ma non sembra più imbattibile. E questo non è necessariamente un male.

Mettete da parte il (legittimo) campanilismo e il (sacrosanto) tifo per il Dream Team. Nessuno si augurerebbe mai una loro sconfitta o smetterebbe di gioire per le loro medaglie d’oro. Ma per vedere il lato positivo della fine dell’egemonia tricolore dobbiamo uscire dalla prospettiva particolaristica per avere uno sguardo globale della situazione. Il livello medio del fioretto femminile è salito enormemente nell’ultimo anno. Se nell’individuale Arianna Errigo resta la dominatrice assoluta, nelle prove a squadre c’è molto più equilibrio. L’Italia non canta più da sola, ma è “costretta” a lanciare i suoi acuti in un coro che ha alzato la voce.

Dall’inizio della stagione le Azzurre hanno perso contro la Francia (in semifinale a Cancun) e la Russia, ma hanno sofferto anche contro la Corea del Sud, battuta a Saint Maur per una sola stoccata e grazie a una faticosa rimonta negli ultimi tre assalti. I tempi in cui il Dream Team rifilava parziali di 20 stoccate a qualsiasi avversario sono finiti. Parlare di crisi delle nostre fiorettiste, di calo delle loro prestazioni sarebbe limitativo e sbagliato. La verità è che le altre crescono, e qualche segnale si era avuto già la scorsa stagione, quando la Russia arrivò a un passo dal titolo europeo (con Arianna Errigo fuori dalla finale per i problemi alla mano sinistra ed Elisa Di Francisca a chiudere 45-44 in un ultimo assalto di grande sofferenza).

La novità non riguarda però solo una Russia ritrovata ai massimi livelli grazie al grande lavoro di Stefano Cerioni (due vittorie su due gare a squadre dall’inizio della stagione). No, da registrare c’è anche il ritorno della Francia, forse ancora un passo indietro alle due battistrada nonostante la vittoria sull’Italia in Messico.

L’innalzamento del tasso di competitività del fioretto femminile è una buona notizia per la scherma. Non smetteremo mai di fare il tifo per il Dream Team, ma torneremo ad assaporare le vittorie come delle conquiste, e non a darle per scontato come fossero un diritto di nascita. E anche per le nostre ragazze sarà uno stimolo in più a dimostrare di essere le migliori. Perché questo no, non è cambiato.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma
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