Chi fermerà la corazzata Francia?

La Francia sinora ha dominato nella spada maschile. Sarà così anche ad Heidenheim?

 

Sin qui han dominato, lasciando agli avversari poco più delle briciole. E non solo per le tre vittorie in altrettante prove individuali – peraltro con tre vincitori diversi – che diventano quattro se contiamo anche il Mondiale di Ullrich Robeiri;  ma anche perché hanno occupato in massa i podi delle gare sin qui disputate. Una dimostrazione di forza incredibile da parte degli spadisti francesi, che hanno messo a referto anche una vittoria e un secondo posto nelle gare a squadre.

Ora che la stagione di Coppa del Mondo sta per rimettersi in moto con la gara di Heidenheim, la domanda che sorge spontanea è una sola: riuscirà qualcuno a interrompere l’egemonia dei transalpini? I candidati del resto non mancano: da una parte perché ci sono moltissimi atleti accreditati per la vittoria, dall’altra perché la spada è un’arma che può sempre riservare sorprese.

Partiamo da casa Italia: la stagione della spada maschile ha avuto molte ombre e poche luci, seppur abbaglianti come i due podi di Paolo Pizzo a Tallin ed Enrico Garozzo nel Grand Prix di Doha. Riparte dai loro exploit la spada azzurra, ma anche dalla voglia pazza di Matteo Tagliariol di ritornare sui suoi livelli più alti, ora che finalmente il problema alla mano infortunata sembra essere definitivamente diventato solo un brutto ricordo. E poi i giovani, Marco Fichera e Andrea Santarelli, fresco del miglior risultato in carriera in Coppa del Mondo, con gli ottavi di finale conquistati a Doha, impreziositi anche dalla prestigiosa vittoria su Ullrich Robeiri. Ma è soprattutto nelle gare a squadre che l’Italia ha urgente bisogno di rialzare la testa: cinque gare senza podio e inspiegabili sconfitte contro avversari di caratura tecnica non certo paragonabile a quella del quartetto azzurro sono segnali preoccupanti in vista della caccia al pass olimpico. Mancare la qualifica a squadre sarebbe un peccato mortale, perché alla spada maschile azzurra non manca nulla per far bene. Solo, forse, quel pizzico di serenità e continuità di risultati che permetterebbe ai nostri ragazzi di mettere assieme tutti i pezzi del puzzle. Fare bene in Germania sarebbe sicuramente il primo passo.

Tanti altri concorrenti sono pronti a lanciare la sfida ai transalpini: c’è la Svizzera, per dimostrare di essere rimasta competitiva anche dopo la partenza di Angelo Mazzoni, con i suoi campioni già affermati (Max Heinzer e Fabian Kauter su tutti) ma anche con il nuovo che avanza (Peer Borsky, secondo a Doha);  la Russia, che Mazzoni lo ha ingaggiato per tornare in cima al Mondo; e poi la solita pattuglia di coreani, gli unici capaci fino a questo momento di mettere sotto scacco i francesi. E, perché no, Bogdan Nikishin, che qui ha già vinto le ultime due volte e potrebbe andare a caccia di un triplete storico.

Fra sabato e domenica sapremo se il vento nella spada maschile sarà cambiato o se nel palazzetto tedesco risuonerà ancora una volta la Marsigliese. La corazzata transalpina, intanto, naviga a tutto vapore: la palla ora passa agli avversari, saranno loro che dovranno fare di tutto per fermarla.

 

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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