Vince la Corea, l’Italia delude ancora

Nella prova a squadre di Heidenheim gli azzurri chiudono decimi. Vittoria per la Corea sulla Francia, terza la Russia.

 

Nuova delusione per la spada maschile azzurra nella prova a squadre di Heidenheim, a conferma di una crisi di risultati ormai tanto certificata quanto prolungata nel tempo.

Niente gloria, quindi, per  quartetto azzurro formato da Pizzo-Garozzo-Fichera-Bruttini, che pure aveva iniziato bene il suo cammino, superando al primo round la Svezia per 45-21. Ma già nel match valido per l’accesso fra i primi otto, lo stop contro Israele al tabellone dei 16 (43-34 il finale) e chiude la giornata al decimo posto, superando negli assalti per le posizioni di rincalzo dapprima gli Stati Uniti, quindi il Venezuela (41-28) salvo poi arrendersi al Kazakistan per 44-42. Un risultato che sicuramente lascerà l’amaro in bocca in casa Italia: tanto rammarico soprattutto per l’assalto contro Israele, con Garozzo arrivato anche ad avere un vantaggio di tre stoccate ma che alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla rimonta di Beskin. Ma lascia anche parecchi spunti di riflessione a Sandro Cuomo: sin qui la spada maschile ha squadre ha inanellato solo prestazioni non all’altezza della nomea dell’Italia, mentre le gare decisive per le qualificazioni olimpiche sono alle porte. Da qui alla prossima tappa di Vancouver serve trovare la soluzione per l’inversione di rotta.

Nella gara degli altri, al termine di una serie sul filo dell’equilibrio trionfa la Corea, che si conferma così l’anti-Francia, perlomeno nelle gare a squadre. Finisce 30-29 al termine di un assalto tiratissimo proprio contro i transalpini, che per l’occasione schierano un quartetto per metà rinnovato, con Renan Gustin e Alex Fava al posto di Ulrich Robeiri e Gauthier Grumier. Incredibile la profondità della “panchina” dei bleus, che possono pescare su una quantità pressoché infinita di spadisti al top.  Al terzo posto chiude la Russia, che dopo essersi arresa ai transalpini supera con sufficiente facilità l’Ungheria per l’ultimo gradino del podio (45-33).

Twitter: MattiaBoretti

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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