Fioretto femminile, il Dream Team torna a vincere

Le azzurre prime ad Algeri dopo tre gare di digiuno. Battuta in finale la Russia per 45-40. Podio per la Germania. 

 

Missione compiuta: ad Algeri arriva la prima vittoria 2015 in assoluto per il fioretto femminile e, al contempo, si spezza il digiuno di vittorie in una prova a squadre che durava da luglio, da quando cioè a Kazan il Dream Team cesellò l’ennesimo capolavoro di una stagione magnifica, in cui alle avversarie lasciò giusto le briciole. Da quel momento in poi, era stata la Russia a prendersi il proscenio nelle prove per quartetti: tre vittorie nelle prime tre gare della nuova campagna agonistica, una delle quali proprio contro le azzurre, a Saint Maur lo scorso ottobre.

Ieri ad Algeri le gerarchie sono state ristabilite nell’ennesimo rendez-vous finale fra Italia – che schierava Alice Volpi (al posto di Elisa Di Francisca, rimasta precauzionalmente in patria per rimettere in ordine la caviglia sinistra infortunata) al fianco di Martina Batini, Arianna Errigo e Valentina Vezzali – e Russia (Yulia Biryukova, Inna Deriglazova, Larisa Korobeynikova e Aida Shanaeva). Facile da pronosticare un incrocio simile, perché quelle pilotate da Andrea Cipressa da una parte e Stefano Cerioni dall’altra, sono autentiche corazzate che, in condizioni normali, non temono avversari. Assenti Francia (che ha boicottato l’evento) e Corea, respinti con perdite gli assalti di Germania (Sandra Bingenheimer, Carolin Golubitskyi, Anne Sauer e Franziska Schmitz) e Stati Uniti (Lee Kiefer, Sabrina Massialas, Nzingha Prescod e Nicole Ross), all’atto finale si sono presentate ancora loro, Italia e Russia.

E han dato vita a un assalto  – stando a quanto affermato da Arianna Errigo sulla sua pagina Facebook- abbastanza teso: «La gara a squadre è stata divertente! Dopo il mondiale non avevamo ancora vinto. Una volta terza, poi seconde e ancora terze. Durante la finale ci sono stati parecchie tensioni tra le panchine. La Russia provocava. Sperando in una nostra reazione…c’è stata…ci siamo impegnate al massimo e con la cattiveria agonistica abbiamo vinto! Grazie perché questo ha reso tutto molto più stimolante». Finisce 45-40 per le azzurre, con Arianna Errigo che chiude i conti contro la Korobeynikova, tessera finale di un mosaico che nel corso della giornata si è composto con la vittoria sulle “vecchiette terribili” dell’Ungheria (Szilvya Jeszenszky, Edina Knapek, Aida Mohamed e Gabriella Varga) ai quarti – 45 -32 il punteggio finale – quindi la semifinale contro la Germania, ostacolo scollinato con il punteggio di 45-39. Per le tedesche è arrivato poi il terzo posto, ottenuto grazie alla vittoria sugli Usa per 38-33.

Sistemata la “questione prova a squadre”, il fioretto femminile italiano guarda alla prossima tappa, il Grand Prix di La Havana fra tre settimane, con l’obiettivo di tornare a vincere anche in una prova individuale. Sotto questo punto, il 2015 ha regalato poche gioie, se non l’argento della solita Arianna Errigo. Con tre vittorie e un secondo posto è lei, per netto distacco, la migliore delle azzurre in una stagione in cui Elisa Di Francisca è rallentata da problemi fisici – che non le hanno comunque impedito di fare secondo a Torino – Martina Batini fatica a ritrovare le sensazioni del 2104, Valentina Vezzali trova sempre sbarrata la porta del podio mentre quest’ultimo sembra ormai lì a portata di mano e Chiara Cini è stata l’unica altra azzurra a iscriversi nella lista delle medagliate. Niente di preoccupante, ben chiaro. Perché, malgrado la concorrenza comincia a mettere fuori la testa, le fiorettiste azzurre restano le migliori del lotto, e le gare che davvero contano ai fini del pass per Rio devono ancora arrivare.

Intanto gustiamoci il ritorno del Dream Team e la vittoria di ieri. E, anche se non se ne erano mai andate, bentornate, ragazze del fioretto azzurro!

Twitter: agenna85

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 

 
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