Emese Szasz, la costanza è il suo mestiere

La spadista ungherese da un anno a questa parte entra sempre nelle otto. Sei podi e due vittorie. 

 

Nello sport, come nella vita, la costanza di rendimento è una dote fondamentale. Nella spada femminile, l’Oscar per la costanza va senza ombra di dubbio all’ungherese Emese Szasz. Otto gare consecutive terminate fra le prime otto, due quinti posti come peggior risultato – arrivati paradossalmente nelle occasioni più importanti come Europei e Mondiali -due vittorie e sei podi. Numeri impressionanti per la trentaduenne spadista  di Budapest, regina di Coppa del Mondo nella passata stagione e in fuga anche in questa. E dopo aver saltato le gare di Barcellona e Buenos Aires, Emese è pronta a tornare in pedana proprio nel Grand Prix ospitato dalla sua città, dove peraltro in passato non sono mancati vittoria e podio.

La striscia positiva è cominciata l’anno scorso a Barcellona, quando vinse battendo in finale Yana Zvereva. Da allora, nella stagione contraddistinta da dieci vincitrici diverse in altrettante gare, sono arrivati il secondo posto di Rio De Janeiro (battuta in finale da Lauren Rembi), il terzo nel Grand Prix a La Havana, quindi le due “battute a vuoto” con i quinti posti di Strasburgo e Kazan, nelle giornate di gloria delle nostre Bianca Del Carretto e Rossella Fiamingo. Con l’avvio della nuova stagione, Emese ha ripreso da dove aveva lasciato: ovvero salendo sul podio nel vernissage di Legnano – terza, vittoria per Anfisa Pochkalova – quindi vincendo a Xuzhou ai danni di Ana Maria Branza e, infine, chiudendo il trittico iniziale con il podio di Doha, terza a pari merito con Bianca Del Carretto.

Nessuna, nel medesimo lasso di tempo può vantare i numeri della magiara, che pure ha tre gara in meno nella casellina, avendo saltato la tappa cinese dello scorso aprile oltre alle giù citate gare della presente stagione. Prendiamo come termine di confronto un’altra atleta che fa della continuità il suo marchio di fabbrica, ovvero Ana Maria Branza: considerando lo stesso lasso di tempo e al netto delle tre gare in più, la spadista romena ha messo a referto soltanto due podi – i secondi posti di Legnano e Xuzhou a inizio della nuova stagione – mentre – nelle restanti gare- solamente in un’occasione, a Rio de Janeiro, è entrata fra le prime otto.

Naturalmente è riduttivo ragionare solo in base ai numeri, perché ogni gara è una storia diversa e tantissime variabili ne condizionano l’andamento, soprattutto in un’arma come la spada che fa dell’equilibrio e dell’imprevedibilità le proprie caratteristiche: ma, statistiche alla mano, il cammino della magiara è da standing ovation. Riuscirà la numero uno al Mondo ad allungare ulteriormente la sua striscia positiva nella gara di casa? Per avere la risposta non ci resta altro che attendere domenica.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 
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