La storia infinita

La scherma italiana non smette mai di vincere. E non conosce problemi di ricambio generazionale. Lo confermano i mondiali di Tashkent.

 

 

Un bacino sconfinato, un pozzo senza fondo pieno di talento. La scherma italiana è così, non è una novità. A confermarlo ci hanno pensato i Mondiali Giovani e Cadetti di Tashkent 2015. Per gli azzurri tante medaglie (12) e ottime indicazioni in tutti i settori.

L’UNIONE FA LA FORZA. Se le prove a squadre sono quelle che meglio fungono da cartina di tornasole per la salute di un movimento, l’Italia sta da Dio. Impressionante il dominio tra i Giovani, dove sono arrivati quattro ori su sei competizioni (solo spada e sciabola maschile sono rimasti a secco, finendo le rispettive prove fuori dal podio), e una sensazione di superiorità a tratti disarmante.

MEGLIO LE RAGAZZE. Come spesso capita, a recitare il ruolo di protagoniste, sono state le ragazze. Spada, sciabola e fioretto, tutte vincitrici tra i Giovani, mentre tra i Cadetti hanno brillato le stelle di Lucia Lucarini (argento nella sciabola), Serena Rossini (seconda nel fioretto) ed Eleonora De Marchi (bronzo nella spada).
Sei medaglie anche per i ragazzi, con due ori (Damiano Rosatelli e il fioretto maschile a squadre), due argenti (Francesco Ingargiola e Francesco Bonsanto) e due bronzi (Matteo Neri e Matteo Arpino nella sciabola maschile Cadetti).

IL SANGUE NON È ACQUA. La trasmissione genetica del talento è possibile. Lo dimostrano le fiorettiste Erica Cipressa e Claudia Borella, figlie d’arte (la seconda doppiamente, avendo un papà e una mamma che sono stati straordinari campioni di questo sport) e protagoniste con Camilla Rivano ed Elisabetta Bianchin del più emozionante degli ori azzurri in tutta la rassegna. Un 37-36 che porta la firma della figlia del ct del fioretto, capace di rintuzzare la rimonta di Sabrina Massialas e regolarla alla priorità, dopo una finale condotta fin dall’inizio dalle azzurre. In quanto a Dna schermistico l’Italia non è seconda a nessuno, se si trova la formula per passare la classe di generazione in generazione c’è da stare sereni per sempre.

LA SPADA FEMMINILE FA PAURA. Bronzo tra i Cadetti con Eleonora De Marchi, sorprendentemente all’asciutto nella prova individuale tra i Giovani, la spada femminile si è riscattata ampiamente dominando quella a squadre. Un quartetto fortissimo, quello azzurro, composto da una Roberta Marzani che per il secondo anno di fila, a 19 anni ancora da compiere, si è portata a casa la Coppa del Mondo di categoria, da Nicol Foietta (due volte a podio in Coppa) e Alice Clerici, e da una Eleonora De Marchi che all’anagrafe fa 16 anni, ma a cui i Cadetti cominciano a star stretti.

ATTENTI A QUEI DUE. La gioia più grande, però, l’hanno data i fiorettisti Giovani, capaci di dominare la prova a squadre dopo la doppietta piazzata nell’individuale. Damiano Rosatelli ci ha preso gusto, e dopo l’oro europeo di Maribor si è preso anche quello mondiale. Francesco Ingargiola si è dovuto accontentare dell’argento, al termine di una finale che era riuscito a rimettere in piedi con una grande rimonta, e si è consolato con la Coppa del Mondo di categoria. La seconda consecutiva.

I NUOVI TALENTI DELLA SCIABOLA. Argento mondiale (che fa il paio con quello europeo) e Coppa del Mondo. Francesco Bonsanto ha concluso al meglio la sua ultima stagione tra gli Under 20, aprendosi le porte per una brillante carriera tra gli assoluti. A livello femminile, l’oro a squadre ha ripagato di una prova individuale così così, facendo riemergere il talento straordinario di una Sofia Ciaraglia che continua a dar l’impressione di poter esplodere da un momento all’altro, nella cornice di una prova perfetta per tutto il quartetto azzurro, completato da Eloisa Passaro, Rebecca Gargano e Chiara Mormile. L’argento tra i cadetti di Lucia Lucarini non fa che confermare che la linea verde, adottata da Giovanni Sirovich per ricostruire la squadre assoluta in vista di Rio 2016, non sembra destinata a esaurirsi nel breve periodo.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

 
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