Un piccolo, grande, passo avanti

Il quartetto di spada maschile quinto a Parigi. Vince la Francia sulla Germania. Terza la Russia.

 

Quinti. Senza podio ma soddisfatti. La squadra italiana di spada maschile doveva mandare un segnale e l’ha fatto. Dal Monal non è arrivato ancora il risultato pesante, ma un altro passo in avanti incoraggiante. Perché dietro la imprendibile e imbattibile Francia (seconda vittoria stagionale), l’Italia c’è.

Lo stop ai quarti di finale, arrivato proprio per mano dei transalpini, non deve preoccupare. È vero che il parziale è stato pesante, così tanto da convincere Enrico Garozzo ad alzare bandiera bianca quando al termine della sfida mancava ancora un minuto. Ma il 39-28 con cui si è chiuso il match non deve ingannare. Gli azzurri erano partiti bene, conducendo per i primi due assalti prima che Paolo Pizzo perdesse il terzo contro Gustin per 5-1, e portasse il parziale sul 10-8 Francia. Il gap, da 2 stoccate, saliva a 4 dopo il sesto match, tra Pizzo e Grumier. L’ingresso di Santarelli sembrava poter portare alla rimonta, ma il poliziotto di Foligno, dopo essersi portato sul -2, si faceva infilare tre stoccate consecutive da Ulrich Robeiri, e lasciava la pedana a Garozzo sul -5.

Impossibile, a quel punto, la rimonta. Tentata comunque, con coraggio, ma con un divario che diventava sempre più ampio, fino al -11. Un match dall’andamento strano, quindi, a tratti disputato alla pari dagli azzurri, deciso da alcuni episodi. La nota positiva è che dopo l’eliminazione, la squadra italiana ha ripreso a tirare con convinzione negli assalti di rincalzo. Mentre la Francia si avviava a vincere la prova, battendo in finale la Germania, e la Russia si accomodava sul terzo gradino del podio, gli azzurri battevano prima l’Ucraina 30-31 alla priorità (con una rimonta capolavoro di Marco Fichera), poi si aggiudicavano il quinto posto superando l’Estonia 38-28.

Un risultato positivo, che dà fiducia a un quartetto nuovo che ha già cominciato a ingranare, e sembra poter competere davvero per un posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il cammino è ancora lungo, ma la strada imboccata è quella giusta.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto Federscherma

 
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