Rossella Gregorio: «Lavoro e spensieratezza»

Campionessa italiana, bronzo europeo. Le manca una vittoria. Aspettando Mosca ma «senza l’ansia della medaglia».

 

Campionessa italiana per la prima volta. Bronzo europeo per la seconda. A Rossella Gregorio mancano solo un grande mondiale e una vittoria internazionale. Il finale di stagione ha dato segnali più che incoraggianti in vista di Mosca, ma lei non si pone obiettivi. «Certo che voglio vincere, ma arriverà quando me lo sarò meritato». Per ora pensa solo a migliorare e a seguire il suo percorso, quello di «Rossella, la sciabolatrice che para».

 

Sei arrivata alla fine di un’ottima stagione con uno stato di forma quasi perfetto. Un bronzo europeo e il titolo italiano. Mancano i Mondiali, ma un primo bilancio lo possiamo fare?
Non posso negare che questa sia stata la stagione migliore della mia carriera sportiva. Sono contenta degli ultimi risultati perché venivo da alcune sensazioni non positive e da gare partite in salita. Riuscire a fare bene queste gare, quando non ti senti in giornata da subito, è ancora più importante.

Nel giro di un paio d’anni ti sei consacrata come la sciabolatrice più forte d’Italia e leader della squadra. Come è arrivata questa maturazione?
Sicuramente c’è stato un miglioramento anche a livello mentale e di approccio agli assalti, ma sicuramente è stato anche merito delle persone che mi sono state vicino e hanno deciso di puntare su di me e mi hanno aiutata. Sentirsi la leader di un gruppo è una cosa bellissima, ma anche una grande responsabilità. La gente crede in me ma pretende anche tanto da me. Per me è il primo anno con questi risultati, sento la pressione, ma è giusto anche che viva la situazione con un pizzico di spensieratezza perché non sono ancora un’atleta affermata come la Vezzali.

Nella sciabola si dice che chi para vince, e tu pari tanto. Hai ancora margine di miglioramento?
Sicuramente. Non si smette mai di imparare in questo sport come nella vita. Fin da piccolina sono stata un’ottima paratrice e avevo degli ottimi punti tecnici su cui ho continuato a lavorare col mio maestro. Quindi posso ancora migliorare.

Hai fatto bronzo agli Europei, podi in Coppa del Mondo, titolo italiano assoluto. Ti mancano due cose: una vittoria internazionale e un risultato di prestigio al Mondiale. Quando arriveranno?
Nel momento in cui me lo meriterò. Non vivo con l’ossessione di dover vincere il Mondiale o una prova di Coppa del Mondo. Sicuramente la medaglia mondiale è qualcosa a cui uno punta, ma l’importante è lavorare e arrivare all’appuntamento nel miglior modo possibile, poi si tira e chi è il migliore in quel momento vince. Sicuramente voglio arrivare a vincere una gara di Coppa del Mondo e fare medaglia al Mondiale, però senza troppe pressioni.

A guardare il panorama della sciabola femminile sembra che ci siano due/tre atlete su un livello, e poi le altre sotto. Tu una di quelle tre, Olga Kharlan, l’hai battuta con una grande rimonta. Ci si può inserire tra quelle tre?
Loro sono atlete di grandissimo valore, affermate da tanti anni. Io penso che ognuno debba guardare al suo percorso. Io farò quello di Rossella, la sciabolatrice che para. Le ho sempre guardate con massimo rispetto, se riuscisse a stare tra di loro sarei orgogliosa. Ci punto, ma è devo pensare a me stessa e a migliorarmi giorno per giorno. Poi se arriverà, vorrà dire che sono un’atleta che può fare quei risultati, se no continuerò a lavorare.

Una Velikaya così forte te l’aspettavi? L’hai sfidata tante volte quest’anno.
Prima che lei avesse il bimbo ero e non ero in nazionale assoluta. Sapevo che era fortissima ma avevo un margine di confronto minimo con lei. Quest’anno che l’ho incrociata in pedana diverse volte mi sono resa conto di quanto sia forte. C’è stato solo un assalto che forse ho buttato un po’ via io, la finale ad Orleans. Lì lei era stanca e forse io ho avuto paura di vincere. Però ad Atene, l’ultima volta che ci ho tirato, ha dominato. Il problema è che quando loro tirano bene e tu non sei al 100% ti asfaltano: è quella la differenza, la loro decisione e concretezza rispetto alle tue incertezze ed esitazioni.

Chi è più forte Olga Kharlan e Sofya Velikaya?
Non si può dire chi è più forte tra una che ha vinto quattro Europei e una vicecampionessa olimpica. Sono due atlete diverse ma ugualmente forti.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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