Spada maschile, Italia tra sorprese e rimpianti

Buona prestazione complessiva degli azzurri e Santarelli in grande spolvero, ma è mancato l’acuto da medaglia

 

 

Tante sorprese quanti rimpianti. La prova individuale di spada maschile di ieri ai Campionati del Mondo di Mosca lascia una sensazione agrodolce in casa Italia: le buone prestazioni complessive degli spadisti azzurri lungo l’arco della gara hanno avuto come contraltare l’assenza di medaglie a fine giornata, da sempre una sorta di termometro attraverso cui valutare il rendimento in una grande competizione qual è un Mondiale. La nota senza dubbio più lieta della giornata di ieri è rappresentata da Andrea Santarelli: al suo debutto a un Mondiale Assoluti, lo spadista umbro ha costruito una gara via via sempre più brillante, regalandosi ai 16 lo scalpo di Max Heinzer, uno dei favoriti per l’oro nonché uno degli avversari più insidiosi per la sua scherma assolutamente fuori dai canoni più regolari, salvo purtroppo mancare un’occasione davvero ghiotta di salire sul podio da esordiente in un Mondiale con la sconfitta ai quarti contro il danese Patrick Jorgensen, appena numero 102 dell’ultimo ranking FIE, poi appunto medaglia di bronzo.

I rimpianti superano le note positive nel caso di Enrico Garozzo: medaglia di bronzo in carica ai Mondiali, Enrico si era presentato a Mosca forte della seconda posizione del ranking e ieri è stato sorteggiato quale prima testa di serie. Fino ai 16 l’andamento degli assalti e la scioltezza dimostrata in pedana lasciavano pensare a ottime possibilità di salire sul podio e addirittura di poter impreziosire il metallo di un anno fa. Ai quarti di finale, ancora purtroppo dobbiamo dire, la battuta d’arresto contro il coreano Jung, in un assalto subìto fin dalle prime battute e non più rimesso in piedi: una delusione da cui comunque ripartire in un percorso che sappia dare maggiore continuità e sicurezza a un talento qual è senza dubbio quello di Garozzo.

Per quanto riguarda gli altri due azzurri in gara, le buone notizie arrivano da Marco Fichera, che a piccoli passi pare si stia costruendo una propria strada verso le posizioni più alte anche in gare “pesanti” come possono essere i Mondiali, prova ne sia l’ingresso nei migliori 16 ieri a Mosca: anche nel suo caso, come per Santarelli, un miglioramento del ranking sarà essenziale per poter affrontare con maggiore freschezza i tabelloni principali delle prove più importanti. Paolo Pizzo, fermato proprio da Fichera nei 32 in uno dei tanti incroci fra azzurri di questi primi giorni di Mondiale, dovrà invece rimandare alla prova a squadre, di cui ricordiamo l’importanza capitale in chiave qualificazioni olimpiche, l’espressione delle sue migliori doti, a partire dalla tenacia in pedana. E non è detto che questa sia una cattiva notizia.

 

Twitter: MattiaBoretti

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 
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