Fioretto maschile: sono ancora i migliori!

All’Italia l’oro del fioretto maschile. Due anni dopo Budapest. Argento alla Russia, bronzo per la Cina. 

 

 

I campioni sono campioni, e al momento decisivo non tradiscono mai. Possono avere un gomito a pezzi e rattoppato a forza di infiltrazioni, o essere scivolati così in basso nel ranking da essere stati scavalcati da compagni più giovani nelle gerarchie delle prove individuali. Ma ci sono momenti in cui a loro non puoi proprio rinunciare. Andrea Cassarà e Andrea Baldini sono l’anima della squadra di fioretto maschile italiana campione del Mondo a Mosca 2015. Sono stati loro a trascinare, con parziali che hanno fatto la differenza (+5 di saldo per l’aviere livornese, +4 per il carabiniere bresciano), il tricolore sul gradino più alto del podio, battendo la Russia 45-38 e riscattando così un Europeo negativo, in cui l’Italia non era riuscita ad andare oltre il quinto posto.

Con loro un Daniele Garozzo che ha mostrato la stessa classe e personalità che gli avevano permesso di conquistare un argento a Montreux e il titolo italiano assoluto a Torino, autore di una gara maiuscola, con un solo parziale negativo, proprio in finale, 4-8 contro Akhmatkhuzin, ma anche l’unico capace di non perdere da Rigin, con un 5-5 nell’ottavo assalto che ha permesso a Baldini di salire in pedana sul +3 e di chiudere sul 45-38 finale con un meraviglioso 5-1 a Cheremisinov.

Due anni dopo Budapest, l’Italia torna sul tetto del Mondo nel fioretto maschile. Lo fa con una squadra uguale a quella per tre quarti, con Giorgio Avola riserva di lusso. Vola nel ranking delle qualificazioni Olimpiche e mette una seria ipoteca su Rio 2016. Non è stato semplice, non si partiva, stavolta, con i favori del pronostico, e il tabellone è stato duro fin dai quarti di finale. Per questo è ancora più bello. Con gli Stati Uniti dei medagliati individuali Massialas e Meinhardt, del campione del Mondo del 2013 Miles Chamley Watson, e del vincitore della Coppa del Mondo Race Imboden (tenuto in panchina contro gli Azzurri), è arrivato un perentorio 45-37. In semifinale, contro la Francia, un ancora più netto 45-25. Poi il 45-38 ai russi, in una finale dura, combattuta, risolta dai colpi di classe di Cassarà e Baldini.

L’Italia si gode il suo oro, e fa doppietta dopo il trionfo del Dream Team. L’argento è della Russia, il bronzo della Cina che supera 45-32 la Francia. È trionfo azzurro, con l’Inno di Mameli che suona due volte nella giornata di chiusura del Mondiale di Mosca. Non basta per vincere il medagliere, ma è un bel modo di chiudere. E di ripartire verso il prossimo obiettivo: Rio de Janeiro.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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