Francia, la grande delusa dei Mondiali

Tre medaglie, nessuna d’oro. Per la Francia un mondiale decisamente sotto le aspettative.

 

Tre medaglie, zero ori e il terremoto legato al caso Obry come ulteriore carico da novanta su un mondiale deludente. Presentatasi a Mosca come una nazione fra le più attese, la Francia non riesce a graffiare e torna a casa con un bilancio decisamente negativo. E il risultato stride ancora di più se si fa un raffronto con il Mondiale 2014: a Kazan arrivarono sette medaglie, di cui tre d’oro. Se 365 giorni fa stavamo celebrando il ritorno alla grande del colosso transalpino, oggi raccontiamo di un Mondiale chiusosi ben al di sotto di quanto ci si attendeva alla vigilia.

Il mancato oro nella spada maschile è forse la notizia più clamorosa del Mondiali francese. Perché arriva al termine di una stagione di Coppa del Mondo dominata a livello individuale e quasi perfetta: quasi perché a rovinare la festa sul più bello ci ha pensato Geza Imre, che alla roulette della ventinovesima stoccata ha privato Gauthier Grumier del double Europeo/Mondiale. A questa poi si aggiunge l’inattesa caduta nella prova a squadre, dove i Campioni in carica hanno dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla più bella esibizione stagionale degli azzurri in una gara per quartetti. Marco Fichera, Enrico Garozzo e Paolo Pizzo (i tre che han tirato) han tessuto perfettamente la loro trama con un capolavoro tecnico e tattico che ha messo in trappola e poi affondato la corazzata transalpina. Al femminile è arrivato un quarto posto nella prova a squadre, in una giornata che ha avuto il momento clou nella bella vittoria contro le azzurre leader di Coppa del Mondo. A turbare ancora di più un Mondiale non andato secondo le aspettative, anche il caso Obry, poi (apparentemente) rientrato.

A livello individuale è arrivato solo l’argento di Cecilia Berder nella sciabola femminile. Ma è un argento scintillante, perchè la ventiseienne che studia per diventare giornalista, ha saputo cavalcare alla perfezione le onde di una gara pazza, da cui ha estromesso con pieno merito tanto la nostra Irene vecchi quanto, soprattutto, la favoritissima Olga Kharlan, domata con grande personalità. Quindi ha dato spettacolo contro la cinese Shen (l’uscita in tempo con cui ha chiuso la pratica è da vedere e rivedere) e fatto sudare le proverbiali sette camicie alla futura campionessa del Mondo, Sofya Velikaya. Delusione invece nella prova a squadre, dove le sabreuses, accreditate alla vigilia di un posto di primo piano nella lotta alle medaglie, sono invece state eliminate ai quarti di finale dalla Polonia e hanno poi chiuso al sesto posto, battute dalle azzurre nel derby delel deluse valido per il quinto posto.

Il bilancio del fioretto, infine, è stato salvato dalle ragazze grazie al bronzo nella prova a squadre: Anita Blaze, Astrid Guyart, Pauline Ranvier e Ysaora Thibus hanno fatto un’ottima gara, dapprima facendo soffrire in semifinale la Russia, quindi strappando il bronzo alla priorità all’Ungheria. A loro fa da contraltare la brutta gara del quartetto maschile campione del Mondo in carica, strapazzato in semifinale (45-25) dagli azzurri e poi finito addiritutra giù dal podio dopo la sconfitta contro la Cina nella finalina per il bronzo.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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