Gherardo Caranti: «Per gli Under 20 ci vuole fisico»

Il giovane sciabolatore azzurro ci racconta le proprie aspettative in vista del suo secondo anno tra gli Under 20

 

 

Il nuovo anno schermistico a livello internazionale è alle porte anche per il circuito Under 20. Fra una settimana esatta, nel weekend del 19-20 settembre, scatteranno infatti le prime prove della nuova stagione 2015/16 per il circuito Giovani; nel caso della sciabola maschile, l’esordio sarà in Ungheria, con la prova individuale della Héraklész Budapest Cup. Tra i Giovani azzurri impegnati sulle pedane ungheresi vi sarà anche Gherardo Caranti: livornese classe 1997 e allievo di Nicola Zanotti presso il Circolo Fides, Caranti ha al suo attivo una brillante carriera tra i Cadetti, dove ha conquistato l’oro individuale agli Europei di Budapest nel 2013 e due titoli italiani nel 2013 e 2014, con l’aggiunta dell’oro a squadre sempre a livello Europeo ottenuto a Gerusalemme lo scorso anno.

La stagione scorsa, la prima tra i Giovani, è stata contraddistinta da alcune difficoltà, non ultima un infortunio muscolare sul finale di annata, nella fattispecie un problema muscolare. È facile comprendere come perciò la preparazione alla nuova stagione risulti particolarmente importante per cercare non solo il riscatto ma anche che potrebbe essere quella della consacrazione, a livello Under 20. Lo abbiamo intervistato durante la pausa di una sessione di allenamento presso il Circolo Fides.

L’ultima stagione si è chiusa per te con qualche disavventura. Come riparti?

Con tanta voglia di fare risultati, e con la consapevolezza di dover fare bene, anche per recuperare l’ultima parte dell’anno scorso. È stato un peccato, però l’unica gara in cui ho fatto risultato (le finali di Coppa Italia ad Ancona, ndr) è stata anche quella in cui sono andato con la voglia di divertirmi e non mettermi pressione più di tanto.

Inizia tra poco il tuo secondo anno fra gli Under 20. Aspettative?

Fare il meglio possibile, tutto quel che viene sarà tanto di guadagnato. La prima gara a Budapest è ormai ravvicinata, perciò andrò cercando di dare tutto e sperando di fare un buon risultato.

Nella tua scherma, quale pensi sia oggi il tuo punto di forza?

La tecnica, senz’altro più del fisico! Poi anche la scelta di tempo, su cui mi trovo bene specialmente se mi trovo a centro pedana, e l’uscita in tempo anche se non proprio in tutte le situazioni.

All’opposto, qual è il lato su cui senti di dover migliorare di più?

L’aspetto fisico: muscolarmente so che dovrei crescere molto di più, questo mi permetterebbe di affrontare meglio le gare più lunghe e sentire meno la fatica. Anche se in linea di massima nella scherma penso che la cosa più importante sia la mentalità, il modo in cui si affronta la gara e si “tiene” il rapporto con il tuo avversario per poi riuscire a imporsi, perciò è su queste fasi che devo ancora lavorare tanto.

Allungando lo sguardo, agli Assoluti ci pensi già?

Un po’ sì ed è normale, è un po’ il sogno di tutti noi che ci siamo ormai vicini, ma non troppo e non più di tanto. So che la strada da fare è ancora lunga, ora preferisco godermi i diversi momenti e cercare di non pensare troppo a quello che succederà fra qualche anno.

Twitter: MattiaBoretti

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 
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