Italia e Stati Uniti, i poli attrattivi del fioretto

Italia e Usa protagonisti assoluti in Coppa del Mondo. L’azzurro tinge le pedane di Saint Maur, a Tokyo dominio a stelle e strisce. 

 

La Coppa del Mondo di fioretto guarda dritta verso Torino, sede del prossimo Grand Prix e consegna agli archivi un week-end all’insegna del bipolarismo. Come grandi potenze, Italia e Stati Uniti si sono equamente spartiti il dominio sul pianeta fioretto, facendo risuonare i loro rispettivi inni in entrambi i giorni di gara. È successo a Saint Maur, dove in terra francese han risuonato le note del Canto degli Italiani; è successo a Tokyo, dove a innalzarsi al cielo del palazzetto è stato The Star-Spangled Banner. Vittoria tanto nella prova individuale quanto in quella a squadre per entrambe le compagini, che si laureano così le vere regine del fine settimana.

La nostra carrellata di riepilogo non può che partire da Saint Maur. La copertina è tutta per Arianna Errigo: l’avevamo lasciata a Cancun eliminata al primo turno, la ritroviamo smagliante vincitrice sulle pedane francesi, al termine di una prestazione che ci ha restituito lampi dell’Arianna schiacciasassi più volte apprezzata nella passata stagione, prima che i fastidi fisici dovuti a un virus ne rallentassero l’azione, senza peraltro comprometterne l’efficacia di rendimento. Il 12-11 con cui ha piegato Elisa Di Francisca nella finale è stato il coronamento di una cavalcata durante la quale la bi-campionessa del Mondo ha spazzato via tutte le avversarie, fino a prendersi la sua seconda vittoria di fila a Saint Maur. Che fanno tre se vogliamo parlare del Challenge Jeanty, al momento che la monzese si era aggiudicata anche l’edizione del maggio 2014 disputatasi a Marsiglia.

Tornando alla stretta attualità, se Errigo e Di Francisca sono la faccia sorridente dell’Italia, più rabbuiati sono di certo i volti di Valentina Vezzali e Martina Batini. La loro precoce eliminazione al tabellone delle 32, e il concomitante uno-due messo a segno dalle dirette rivali ha di fatto riposto nel cassetto i sogni olimpici delle due. Per la pisana Batini però, la gioia della seconda vittoria di fila in una gara a squadre con il Dream Team 2.0, e una bella ipoteca su un futuro che – anche senza due mostri sacri come Elisa e Valentina – per l’italfioretto appare roseo. Gli esperimenti di futuro schierati in campo da Cipressa con gli innesti di Alice Volpi e Chiara Cini stan dando ottimi frutti, e la squadra azzurra sembra già più avanti della concorrenza per il post Rio.

Da Rio a Tokyo, un lungo volo per celebrare il grande week-end del fioretto statunitense. La doppietta prova individuale e prova squadre non è certo impresa nuova per i quattro moschettieri a stelle e strisce (basta riavvolgere il nastro e tornare all’ultima edizione del Challenge International De Paris, con la vittoria di Imboden e del quartetto il giorno successivo), e quindi quanto accaduto a Tokyo non deve stupire poi più di tanto. Del resto che il team americano fosse veramente forte non li scopre di certo oggi: dal 2013 a oggi hanno avuto un campione del Mondo – Miles Chamley – Watson nel 2013 – e ben tre atleti che si sono alternati al numero uno del ranking Mondiale: Gerek Mienhardt, Race Imboden e Alexander Massialas, issatosi in cima alla classifica contestualmente alla vittoria di Tokyo. Per l’Italia un week-end tutto sommato non da buttare, malgrado sia mancato il podio. In compenso però sono arrivati tre atleti fra i primi otto – Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Daniele Garozzo – si è vista un’ottima prova di Damiano Rosatelli, fermatosi agli ottavi di finale, e il sesto posto a squadre non comportato alcun danno in ottica qualificazione olimpica.

Fra tre settimane lo spettacolo del fioretto mondiale approderà a Torino per il primo Grand Prix stagionale. Nessuna prova a squadre, ma le gare individuali maschili e femminili. Con la speranza che, come a Saint-Maur, a risuonare all’interno del PalaRuffini sia per due volte l’Inno di Mameli.

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