Italspada, si torna in pedana a prospettive ribaltate

La spada riparte da Tallin e Tianjin con due gare fondamentali per le sorti della qualifica olimpica a squadre. Ma ora a guardare da una prospettiva più comoda sono i ragazzi, mentre le ragazze al momento sarebbero fuori.

 

Parafrasando qualche collega, verrebbe da dire che la scherma è strana. Che la spada è strana. Finisse oggi la strada di qualificazione a RIo 2016, l’Italia della spada si troverebbe con il quartetto maschile qualificato e quello femminile escluso dal novero dei quartetti ammessi alla prova a Cinque Cerchi. Un esito impensabile fino all’immediata vigilia dei Mondiali di Mosca. Laddove tutto è cambiato, con la Francia filo rosso – pardon, bleu – a unire il ribaltamento di destini delle due squadre: il Pink Team, quello degli otto podi consecutivi, dei due bronzi europei e di quello Mondiale di Kazan, della vittoria di Buenos Aires, cade sotto le lame delle meno accreditate transalpine; nello stesso giorno, il quartetto maschile – dei due, quello dato più in difficoltà – sfodera un capolavoro assoluto contro la corazzata francese, fino a quel momento pressochè imbattuta.

Il quarto posto finale, peraltro “aiutato” da qualche pasticcio arbitrale nella finalina contro gli svizzeri, ha avuto però tutto il sapore di una medaglia prestigiosa. Ha dato punti, tanti,  e morale a un quartetto che con la formula Fichera – Garozzo- Pizzo- Santarelli pare aver trovato la giusta alchimia dopo le difficoltà iniziali. E il terzo posto all’esordio stagionale in quel di Berna ha dato l’ulteriore prova che la strada è quella giusta. Ma ora occorre restare all’erta: al momento l’Italia sarebbe qualificata come miglior Europea ma la Svizzera – che in virtù dell’assenza di una squadra africana fra le prime sedici, ne prende lo slot libero – è dietro di un solo punto. Ed ecco che la trasferta in Estonia diventa un crocevia importantissimo per l’italspada al maschile, fra dolci ricordi – la vittoria nell’edizione di febbraio 2014, con Tagliariol e Bino in quartetto ad affiancare le colonne Pizzo e Garozzo – e flashback che è meglio cancellare, il sedicesimo posto dell’ultima edizione, datata ottobre 2014.

Diventa invece decisiva la gara in Cina delle ragazze. L’ottavo posto Mondiale, l’esordio opaco davanti al pubblico di casa hanno tremendamente complicato un cammino che dopo Montreux e la bellissima stagione di Coppa del Mondo costellata da otto podi sembrava privo di pericoli, se non quelli derivanti dall’imprevedibilità della spada. Da Tianjin deve arrivare la scossa che porti all’inversione di rotta, e a un ritorno alle care vecchie abitudini che sono pienamente nelle corde delle talentuose azzurre. Con ogni probabilità Cuomo si affiderà ancora al quartetto collaudato nelle ultime uscite, con Francesca Boscarelli al posto dell’omonima Quondamcarlo, accanto alle confermatissime Rossella Fiamingo – attesa al riscatto dopo la brutta due giorni legnanese – Bianca Del Carretto e Mara Navarria. Sapranno le ragazze, malgrado il cambio di cast, ricreare quell’alchimia che aveva portato l’Italia in cima al Mondo?

Ucraina e Francia, al momento le rivali dirette su cui fare la corsa, sono avanti pochi punti e facilmente riprendibili da qui alle prossime gare che mancano alla fatidica death line (Barcellona e Buenos Aires nel 2016). Ma è altrettanto vero che un altro passo falso potrebbe davvero costare molto caro a Fiamingo e compagne. E non vedere il quartetto tricolore – che ha tutte le carte in regola per lottare per le medaglie – in lizza nella prova olimpica sarebbe un delitto davvero imperdonabile.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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