Che spettacolo, Aldo Montano!

Il livornese vince il Grand Prix di Boston. Battuto in finale Szilagyi. Podio per Dolniceanu e Wagner.

 

Una vera e propria lectio magistralis, quella tenuta dal professor Aldo Montano sulle pedane di Harvard. Cui assistono ammirati alunni del calibro di Alexey Yakimenko, Tiberiu Dolniceanu e, dulcis in fundo, Aron Szilagyi. I quali dai banchi prendono appunti e imparano da questo eterno ragazzino che a trentasette anni emoziona come pochi. Patirmonio universale della scherma, a prescindere dalla nazionalitá, e come tale amato e rispettato da tutti.

Sulle pedane del Grand Prix di Boston il fuoriclasse livornese regala lampi di classe assoluta e fa schizzare le stelle dell’applausometro amogni stoccata. Attacchi fulminei, difese al limite della fisica, parate/risposte da cineteca. Fa letteratura in tal senso quella contro Szilagy in salto, da capottamento sul divano; ma é tutta la gara del campione Olimpico 2004 da applausi. Di cui ilfinale è un crescendo rossiniano di difficoltá, ossi duri come il sin qui ingiocabile Yakimenko – battuto 15-10 nell’assalto che ha spalacanto ad Aldo le porte del podio –  e poi il coriaceo Tiberiu Dolniceanu in semifinale. Fino all’ultimo capolavoro, l’atto finale nello scontro fra due generazioni di ori Olimpici. Il meglio del meglio cui si possa assistere in una finale di Coppa del Mondo, senza voler nulla togliere a Benedikt Wagner (terzo posto per lui) e atutti gli altri protagonisti della gara. E alle premsse corrispondono le promesse: il match è equilibrato e spettacolare, con l’ungherese che parte forte e provara scappare, mentre Aldo resta attaccatto alle caviglie come un molosso. Nel frattempo, dall’una come dall’altra parte, si sprecano prodezze tecniche incomprensibili o quasi per i normali esseri umani. Si procede così in perfetto equilibrio fino al 12-12: è il momento della svolta e della zampata del fuoriclasse, quella che permette ad Aldo di piazzare il break decisivo di tre stoccate. Termina 15-12, con il livornese che si lascia andare ad una delle sue classiche esultanze, per una vittoria in Coppa del Mondo che a lui mancava da Varsavia 2014.

E che è manna dal cielo per lui nella corsa verso la sua quarta Olimpiade. In chiave generale, perchè il Grand Prix mette in palio un punteggio maggiorato, ma anche per ciò che concerne la lotta intestina. Da cui esce molto probabilmente in maniera definitva Enrico Berrè, eliminato giá sabato nella fase di qualificazione, e in cui rientra Diego Occhiuzzi, autore di un ottima gara – durante la quale ha dovuto anche affrontare e battere in un tiratissimo derby chiusosi 15-14 l’altro azzurro Luigi Samele – chiusasi ai quarti di finale al cospetto di Wagner. Dopo tante belle prestazioni, arriva lo stop per Luca Curatoli, che nel primo turno di giornata si inchina per 15-12 a un altro tedesco, ovvero Max Hartung.

Per quanto riguarda il cammino degli altri azzurri, bella prova di Giovanni Repetti e del rientrante Luigi Miracco, eliminati agli ottavi di finale. Stop nel tabellone dei 32 per Massimiliano Murolo, mentre nel primo assalto di giornata avevano chiuso la loro gara Riccardo Nuccio e Gabriele Foschini.

Classifica –  1. Montano (ITA), 2. Szilagyi (Hun), 3. Wagner (Ger), 3. Dolniceanu (Rou), 5. Yakimenko (Rus), 6. Gu Bongil (Kor), 7. Kovalev (Rus), 8. Occhiuzzi (ITA).
13. Repetti (ITA), 15. Miracco (ITA), 25. Murolo (ITA), 29. Samele (ITA), 35. Curatoli (ITA), 45. Foschini (ITA), 46. Nuccio (ITA), 69. Pellegrini (ITA), 71. Berrè (ITA), 83. Romano (ITA)

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Fotografia Fie/Facebook
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