Focus giovani – Leonardo Dreossi

Nuova rubrica dedicata ai migliori talenti giovanili. Protagonista della prima puntata Leoanrdo Dreossi.

E’ con lo sciabolatore Leonardo Dreossi che diamo ufficialmente il via a una nuova rubrica dedicata ai migliori giovani talenti della scherma italiana e internazionale.

A chiunque si chiedesse il perchè di questa nostra scelta, vogliamo rispondere con i risultati che questo schermitore friulano ha portato a casa dall’inizio delle stagione fino a questo momento: quattro podi in Coppa del Mondo U20, e più precisamente tre medaglie di bronzo e una d’oro, la vittoria alla Prima Prova Giovani di Salsomaggiore e un pass, staccato già al primo colpo, per la finale dei Campionati Italiani Assoluti di Roma. E siamo solo a metà stagione!

Nato nel 1997 a San Giorgio di Nogaro, in Friuli Venezia Giulia, Leonardo vive a pochi metri dalla sede della Gemina Scherma, palestra dove si allena tutti i giorni seguito dai maestri Sara Vincenzin e Christian Rascioni. Il giovane sciabolatore friulano vanta già due partecipazioni agli Europei cadetti e una ai Mondiali, sempre nella stessa categoria. E’ stato campione europeo a squadre ed è salito numerose volte sul podio in competizioni nazionali e internazionali.

Lo abbiamo intervistato al suo rientro a casa dopo la trasferta con la Nazionale Italiana a Dormagen. Ecco cosa ci ha raccontato.

Leonardo Dreossi con la maestra Sara Vincenzin dopo la vittoria a Salsomaggiore.

Leonardo Dreossi con la maestra Sara Vincenzin dopo la vittoria a Salsomaggiore. (Bizzi)

 

Come hai preparato questa fin’ora straordinaria stagione?

Ho cominciato fin dalla scorsa estate a fare preparazione atletica seguito da Oriano Ferini. Assieme abbiamo costruito un programma molto vario ed efficace che mi ha permesso di arrivare fisicamente pronto al primo appuntamento di stagione. Devo ammettere che il lavoro svolto con lui è stato, ed è tutt’ora, fondamentale per me. Oltre all’aspetto fisico, ho curato anche quello tecnico, tattico e mentale aiutato e supportato dai miei maestri Sara Vincenzin e Christian Rascioni.

Prima gara di Coppa e subito un podio. Te lo aspettavi?

Fisicamente mi sentivo molto pronto e inoltre, avendo tirato tanto durante l’estate, sono arrivato a Budapest consapevole del fatto che avevo già tolto la ruggine ai miei ingranaggi. Certo, non mi aspettavo di salire sul podio in una gara per me così importante, però evidementente tutto il lavoro fatto ha ripagato.

Come mai per te quello di Budapest è un appuntamento così importante?

E’ da sempre una gara che mi regala grandi emozioni. Da secondo anno cadetti avevo centrato la mia prima finale a otto in una gara di Coppa del Mondo e quest’anno sono salito sul podio. Inoltre amo molto questa città: mi ha sempre affascinato.

Cinque podi su sei gare. E’ difficile confermarsi ogni volta?

Sincermente si, non è troppo facile. Però devo dire che sono conscio delle mie capacità e consapevole di poter far bene, e questo sicuramente mi aiuta. Ogni volta che salgo in pedana cerco di rimanere concentrato, lucido e con i piedi per terra. Penso che tirare con la mente libera e la giusta tranquillità sia fondamentale se si vuole far bene, anche se purtroppo non è così scontato perchè l’ansia e la pressione sono sempre dietro l’angolo. Bisogna trovare il giusto equilibrio ed essere determinati, sempre.

Il podio della gara di Budapest. 2° Dario Cavaliere, 3° Leonardo Dreossi.

Il podio della gara di Budapest. 2° Dario Cavaliere, 3° Leonardo Dreossi.

A Dormagen hai vinto per la prima volta una gara di Coppa del Mondo. Raccontaci com’è andata.

E’ stato stancante! E anche parecchio. Fisicamente non ero al massimo della forma e iniziavo a sentire il peso di tutte le gare e delle trasferte precedenti. Nonostante tutto, il mio obbiettivo era di salire ancora una volta sul podio, e mi sono impegnato per raggiungerlo. Ho concluso la fase a gironi con tutte vittorie, ma ho dovuto comunque affrontare un avversario ostico nel primo turno di eliminazione diretta: ho vinto a 14. Stavo faticando davvero ad ingranare. L’assalto più difficile di tutta la giornata è stato quello contro il francese Patrice (vincitore a Budapest ndr.). Mi sono ritrovato sotto 14-8, ma non ho mai mollato. Sapevo di potercela fare e, una botta dopo l’altra sono arrivato, finalmente, alla 15. E’ stato davvero un grande match che mi ha permesso di ritrovare le giuste sensazioni in pedana. Da questo punto in poi è stato tutto più facile, ho gestito tutti gli assalti imponendo agli avversari il mio ritmo e la mia scherma, e alla fine ho vinto.

Com’è stato sentire l’Inno dal gradino più alto del podio?

Sarà una risposta banale, ma è stato bello. Mettere l’ultima stoccata della gara è stata una vera liberazione, e cantare l’Inno sul podio è stata la conclusione perfetta di una splendida giornata. Devo aggiungere anche che il fatto che ci fosse tanto pubblico, e soprattutto che fosse molto partecipe, ha dato un tocco in più al tutto. Continuerò a ripeterlo, è stato veramente bello.

Sempre con… Chi è la tua inseparabile metà?

Questa è facile! Francesco De Robbio. Non solo perchè ci alleniamo insieme da anni e insieme andiamo a tutte le gare, ma soprattutto perchè è per me un vero amico. Mi conosce a memoria ed è uno dei pochi che sa come gestirmi. Non ho un carattere facile, ma so che con lui posso confidarmi e che di lui posso fidarmi. Sono felice di poter condividere con lui tutte queste esperienze che la scherma mi permette di fare.

Oltre alla scherma c’è di più. Cosa fai quando non sei in pedana?

Vado a scuola e studio. Quest’anno devo fare la maturità e non sarà per niente facile far combaciare tutto quanto. Quando voglio rilassarmi, invece, o faccio yoga oppure guardo un film. Sono un vero patito di cinema e anche di musica. Ogni tanto vado anche a correre immerso nella natura della mia stupenda regione, il Friuli Venezia Giulia.

Finito il Liceo cosa vorresti fare?

Le possibilità sono tante. Innanzitutto vorrei riuscire ad entrare in un gruppo sportivo, magari anche prima di finire il liceo (ride, ndr.), e poi vorrei fare l’Università, o Fisioterapia o Igiene Dentale. Vedremo cosa succederà!

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 

 

 
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