Oro, bronzo e doppia cifra, l’Italia chiude alla grande

Oro per gli sciabolatori. Le fiorettiste chiudono al terzo posto. Per le spadiste quinto posto finale. 

 

Un oro, un bronzo ma anche una delusione inattesa. Questo e molto altro tramanda la cronaca dell’ultima giornata di gare a Novi Sad. Da cui l’Italia torna a casa con 20 medaglie, due in più dell’anno scorso ma, come l’anno scorso, equamente divise fra Cadetti e Giovani. Su Novi Sad 2016 cala il sipario nel segno dei quattro sciabolatori (Eugenio Castello, Dario Cavaliere, Leonardo Dreossi, Federico Riccardi), che firmano una decima tutta d’oro dopo aver battuto la Germania in finale, mentre le fiorettiste (Elisabetta Bianchin, Erica Cipressa, Camilla Rivano, Serena Rossini) artigliano una bella medaglia di bronzo. Un pizzico di delusione invece per le spadiste, fra le favorite di giornata e invece solo quinte.

Troppa la voglia di riscatto dopo l’amara prova individuale in cui nessuno dei quattro azzurri era riuscito a salire sul podio. E quindi la giornata di oggi non poteva essere occasione per migliore. Fin dal primo impegno, però, i ragazzi dell’Italsciabola sono stati impegnati in match molto tirati. Con la Gran Bretagna ai quarti, ma soprattutto contro l’Ungheria in semifinale, piegata 45-43 grazie a un’entusiasmante rimonta firmata Federico Riccardi. Salito in pedana per l’ultima frazione sotto di 3 stoccate, l’azzurro ha ribaltato le sorti del match con un parziale di 8-3, regalando così ai compagni la possibilità di giocarsi il titolo. Dall’altra parte, la Germania, arrivata all’atto finale dopo aver fermato la corsa della Russia – poi terza a fine giornata – in semifinale. I tedeschi partono bene e vincono la prima frazione – seppur di misura- ma da lì in poi è monologo azzurro, con gli sporadici tentativi di ritorno tedeschi prontamente spenti. L’autografo finale è ancora di Federico Riccardi, che fissa il punteggio sul 45-37.

Terzo posto per le fiorettiste, che dopo una partenza travolgente contro Danimarca (45-13) e Ungheria (45-26), trovano nella Russia l’ostacolo che ferma la loro corsa. Finisce 40-36 per Martyanova e compagne, che si prendono il biglietto per lo showdown finale, mentre per le azzurre resta il bronzo da contendere alle francesi. Il match vive sul filo del più assoluto equilibrio per otto delle nove frazioni, prima che la fresca campionessa d’Europa Erica Cipressa firmi la vittoria con un pesante 14-4 a Rozene Castanie, che ferma il tabellino sul 45-35 finale. Doppietta per Erica Cipressa, che all’oro individuale aggiunge il bronzo a squadre, mentre Serena Rossini completa il suo personalissimo “grande slam”, andando a medaglia in tutte e quattro le gare a cui ha preso parte.

Solo quinto posto, invece, per le spadiste. Fra le favorite della vigilia, Alice Clerici, Federica Isola, Eleonora De Marchi e Roberta Marzani hanno invece dovuto lasciare la corsa all’oro dopo essere state sconfitte per 45-42 dalla Francia ai quarti di finale. Una battuta d’arresto che può capitare anche alle migliori interpreti della specialità, che trovano immediato riscatto nelle nette vittorie su Ucraina e Austria che sanciscono il quinto posto finale. La vittoria finale è andata alla Russia, brava a rimontare le sorti di un match che nella sua parte centrale pareva irrimediabilmente segnato a favore della Francia, arrivata al massimo vantaggio di +8. Ma Daria Filina prima (6-3) e Irina Okhotnikova poi (7-2) rimettono in carreggiata le russe, mentre le transalpine si disuniscono e perdono il filo con il match, fino 44-39 finale che rende vano il disperato tentativo di rimonta di Oceane Tahe. Terzo posto per la Germania della fresca campionessa d’Europa Nadine Stahlberg.

Twitter: agenna85

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Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma

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