Novi Sad, Italia 20 e (quasi) lode

 L’Italia esce dagli Europei Cadetti e Giovani di Novi Sad con venti le medaglie complessive.

 

Archiviati ieri con l’oro degli sciabolatori e il bronzo delle fiorettiste i Campionati Europei di Novi Sad, per l’Italia delle giovani lame è già tempo di guardare al futuro. Il primo aprile prossimo scattano i Mondiali a Bourges, e gli azzurrini voglio farsi trovare pronti alle importanti sfide che li attendono sulle pedane francesi. Intanto la kermesse serba va in archivio con 20 medaglie, 10 a firma dei Cadetti, altrettante a firma degli Under 20, Secondo posto complessivo nel medagliere in virtù di un minor numero di ori, ma nel computo totale dei podi nessuno come l’Italia. Tempo allora di fare un bilancio di questo Europeo.

CadettiSerena Rossini è stata la protagonista assoluta di queste dieci giornate di gara. La sua sfida contro Leonie Ebert era molto attesa: le due si sono incrociate in una semifinale che sapeva molto di finale anticipata, con la marchigiana che ha letteralmente annichilito l’avversaria con un 15-5 che lascia ben poco spazio a interpretazioni sull’andamento dell’assalto. Peccato che la sfida non si sia ripetuta nella categoria superiore, causa defezione proprio della Ebert. Gli acuti di Federica Isola (sia da “single” che in compagnia delle compagne di squadra Alessandra Bozza, Betrice Cagnin e Lara Pasini) e Matteo Neri completano la conta degli ori, cui vanno aggiunti gli argenti di Arianna Pappone, Giacomo Mignuzzi, e delle squadre di sciabola maschile (Alberto Fornasir, Matteo Neri, Giacomo Mignuzzi, Stefano Stigliano) e fioretto maschile (Tommaso Marini, Filippo Mariotti, Matteo Resegotti, Pietro Velluti), nonché i bronzi di Alessio Preziosi nella spada maschile e della squadra di fioretto femminile (Lara Bertola, Martina Favaretto, Arianna Pappone, Serena Rossini).

Under 20 – Solo due ori per l’Italia degli Under 20, che comunque si sono ben comportati entrando pressochè sempre in zona podio se non nella lotta per il bersaglio grosso. Festeggia finalmente Erica Cipressa, che conquista all’ultima occasione utile la tanto sospirata gioia individuale, saltano all’unisono gli sciabolatori (Eugenio Castello, Dario Cavaliere, Leonardo Dreossi, Federico Riccardi) dopo aver messo l’ultima stoccata contro la Germania. All’argento si sono invece fermate Roberta Marzani, Rebecca Gargano – che ha perso però da un’avversaria di gande esperienza come Manon Brunet – e le sciabolatrici in coro (oltre alla stessa Gargano, anche Michela Battiston,Lucia Lucarini e Flaminia Prearo), ma anche i fiorettisti (Guillaume Bianchi, Tommaso Ciuti, Alessandro Gridelli, Francesco Ingargiola) , che hanno ceduto alla furiosa rimonta della Russia. I bronzi di Serena Rossini (individuale e a squadre, poker per lei), di Alessandro Gridelli e Valerio Cuomo formano il quadro completo.

Parola di presidente – Un bilancio più che positivo, che non può che fare felice il Presidente Federale Giorgio Scarso, che commenta così i risultati di Novi Sad per tramite del sito federale: «L’edizione 2016 degli Europei giovanili si archivia con un bilancio positivo . La rassegna continentale rappresenta una tappa d’avvicinamento all’evento clou della stagione Cadetti e Giovani, vale a dire il Campionato del Mondo che si svolgerà tra meno di un mese in Francia. Stando a quanto emerso a Novi Sad, possiamo guardare con fiducia all’evento iridato. Certamente sono mancati degli acuti che avrebbero migliorato il medagliere finale – dice ancora Scarso – ma queste settimane e gli allenamenti collegiali dedicati alla preparazione in vista dei Campionati del Mondo, saranno utili per migliorare ancora e mettere a punto quei dettagli che permetteranno di farsi trovare pronti ad onorare al meglio l’Italia sulle pedane francesi».

Tirando le somme – Numeri ancora in crescendo per l’Italia, che torna a casa con due medaglie complessive in più rispetto all’edizione 2015 di Maribor. Un oro in meno per i Cadetti (allora furono 5), aumentano gli argento al netto di una diminuzione di bronzi. Raddoppia invece il numero di ori per la Categoria Giovani, che da uno passa a due. Un bilancio ampiamente con segno più, anche se volendo cercare il proverbiale pelo nell’uovo: perchè l’oro sfuggito ai fiorettisti quando sembravano in controllo del match lascia molto amaro in bocca, così come erano tante le aspettative sulle spadiste dell’Under, che tornano a casa con il solo argento nella prova individuale di Roberta Marzani. Piccoli contrattempi che c’è tempo per limare, e mettere a posto la storia ai Mondiali avrebbe ben altro sapore.

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Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma

 
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