Cagnin: «Dedicato a chi mi sta vicino e mi sostiene»

Le parole di Beatrice Cagnin dopo il bronzo nella prova individuale di spada femminile Cadetti.

 

Una grande gioia per un grande risultato. Così Beatrice Cagnin commenta il terzo posto ottenuto domenica nella prova iridata di spada femminile Cadetti, vinta dalla sua compagna di squadra Alessandra Bozza: «La gara di ieri (domenica, ndr) è stata una grande emozione, una soddisfazione smisurata che ripaga il notevole impegno che richiede una vita fatta di studio, di allenamento, di trasferte. Prima di ogni competizione c’è sempre un po’ di tensione e  ogni incontro è sempre diverso».

Tuttavia, la sedicenne trevigiana non pare poi così tanto sorpresa dal risultato di fine giornata: «Dopo i gironi,  che ho chiuso con sei vittorie, ero consapevole che sarebbe stata una giornata positiva. E così con determinazione ho affrontato le avversarie nelle dirette. Probabilmente l’incontro più impegnativo è stato quello con la sudcoreana Kim, la quale ha tirato con una carica agonistica molto forte ed io sono stata colta un po’ di sorpresa. Malgrado ciò, e malgrado un inizio che mi ha vista in netto svantaggio, sono riuscita a riprendere in mano l’incontro terminato poi 15-12». Nessun dubbio al momento di scegliere il momento più emozionante: «La vittoria con la francese (Lola Lucani, ndr) ai quarti, perché  mi ha permesso di accedere alle semifinali ma, soprattutto, mi ha dato la certezza della medaglia».

Peccato propio per l’esito dell’assalto contro l’americana Stewart, che Beatrice spiega così: «Nella semifinale, complice la stanchezza ed il fastidio al braccio che si era protratto durante la competizione, probabilmente ho avuto fretta di chiudere l’incontro». Rimane, comunque, una gran bella gara, punto di partenza verso nuove sfide: «Questo risultato é un grande stimolo per continuare ad allenarmi costantemente per ottimizzare la tecnica e la preparazione fisica Ringrazio tutte le persone che mi permettono di praticare questo sport, che mi sostengono nei momenti impegnati e condividono con me i momenti di difficoltà e di emozione».

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Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma
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