Bourges, la generazione 17 medaglie

L’Italia torna a casa da Bourges con 17 medaglie ed eguaglia il record di Amman 2011. 

 

Ora che è sceso il sipario sull’edizione 2016 dei Mondiali Cadetti e Giovani è tempo del più classico bilancio finale. La medaglia d’argento conquistata dai fiorettisti ieri nella prova a squadre ha fissato il numero complessivo delle medaglie a 17: 8 firmate dai Cadetti (di cui abbiamo parlato in dettaglio in un precedente focus a loro dedicato), le restanti 9 arrivate dai Giovani. Mai così bene dall’edizione 2011 ad Amman, in Giordania, quando fu proprio siglato il record eguagliato ieri: allora furono i Mondiali di Camilla Mancini e Lorenzo Buzzi – iridati nelle rispettive gare fra i Cadetti – mentre fra i Giovani spiccarono gli allori di Edoardo Luperi nel fioretto maschile individuale e quelli a squadre di spada maschile, sciabola femminile e fioretto femminile.

Un saldo ampiamente positivo, dunque, con un bel +5 rispetto al complessivo di Tashkent 2015. Nello specifico delle gare Under 20, invece, si può notare come al netto di un incremento sotto l’aspetto quantitativo dei metalli (9 contro 7) faccia da contraltare un calo sotto quello qualitativo, perlomeno limitando l’analisi alle medaglie d’oro, passate dalle cinque dell’anno scorso alle due di Bourges. Queste hanno in calce la firma di  Alice Clerici nella spada femminile individuale e del quartetto della spada maschile. Spada che è stata la vera e propria locomotiva azzurra a questo Mondiale, grazie anche all’argento di Valerio Cuomo nell’individuale oltre al ricco bottino portato in dote dai Cadetti per un totale di sette medaglie totali.

A referto vanno messi anche quattro argenti (oltre a quello già menzionato di Valerio Cuomo, vanno citati quello di un’altra figlia d’arte ovvero Erica Cipressa, e le due medaglie a squadre firmate dai fiorettisti e dagli sciabolatori) e tre bronzi, portate in dote da Lucia Lucarini nella sciabola femminile, da Guillaume Bianchi nel fioretto maschile e dalle fiorettiste (Elisabetta Bianchin, Erica Cipressa, Serena Rossini, Camilla Rivano) nella prova a squadre.

Con una raccolta di questo genere, difficile non guardare con ottimismo al futuro, soprattutto in un momento storico della scherma, con sempre più nuove forze emergenti pronte a mettere in discussione l’egemonia delle vecchie scuole, fra le quali quella azzurra rimane il faro guida. La “generazione 2024” è anche la generazione 17 medaglie, e il Presidente Federale Giorgio Scarso gongola: «Non si può che essere soddisfatti dall’esito complessivo di questo Mondiale» ha commentato lo stesso Scarso tramite il sito federscherma.it «sebbene qualche pizzico di rammarico rimane soprattutto per alcune occasioni che potevano essere colte. Alla luce dei Campionati Europei di NoviSad e dell’intera stagione di Coppa del Mondo, sapevamo di poter contare su un organico competitivo e tale si è dimostrato anche sulle pedane francesi[…] Eravamo partiti considerando questo evento una sorta di sguardo verso il 2024. Alla luce dei risultati ottenuti, possiamo dire che la generazione 2024 è pronta!»

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Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma
jizzrain.com/vd/2353-video

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