Erica Cipressa: «Stravolta ma felice per l’argento»

Erica Cipressa racconta a Pianeta Scherma la sua medaglia d’argento nella prova individuale di fioretto femminile.

 

Un paio di giorni per staccare la spina e riprendersi dalle fatiche di un Mondiale che le ha portato in dote due medaglie. Erica Cipressa, argento nella prova individuale e bronzo nella prova a squadre, si gode il successo in Coppa del Mondo di categoria. E racconta a Pianeta Scherma le emozioni di quella lunga giornata: «La gara è cominciata subito bene» ci racconta «ho fatto ottimamente i giorni al termine dei quali ero prima. A differenza degli Europei, dove ero abbastanza rilassata, qui avevo dentro una tensione incredibile e fin dall’inizio sono stata nervosa. Nervosismo aumentato alla prima diretta, dove ho trovato una brasiliana (Gabriela Cecchini, ndr) che era arrivata con me terza a un mondiale Cadetti. Passato il primo ostacolo, mi sono tranquillizzata un attimo fino all’assalto dei quarti: anche lì un tensione assurda. In semifinale ero stanca tanto fisicamente che mentalmente, e per questo è stato l’assalto più difficile. Avevo dato così tante energie in quella gara che sono arrivata morta! Credo di non aver mai sudato così tanto in tutta la mia carriera! Ma volevo vincere a tutti i costi, anche perchè approdando in finale sapevo avrei vinto la Coppa del Mondo. A un certo punto sono andata letteralmente in apnea dal nervoso e perdipiù la polacca era tornata sotto.

Qualche rammarico per la finale, soprattutto per l’avversaria incrociata: «Nella finale sono stata sfortunata perché se avessi trovato la cinese sarebbe stato più facile. Fra l’altro sfiga ha voluto che la Massialas abbia vinto di una sola stoccata, peraltro girata dalla moviola…»

Alla fine però, a prevalere è la gioia per il risultato ottenuto, con la ciliegina della Coppa del Mondo messa finalmente in bacheca: «Ma alla fine va bene così, è pur sempre un argento Mondiale e perdipiù è arrivata la Coppa del Mondo, che sin qui avevo solo sfiorato e che finalmente ho vinto. Chiudere così gli Under 20 è comunque una cosa piacevole».

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Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma

 

 
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