La Federscherma ricorre all’IPC contro l’esclusione di Andrea Pellegrini da Rio

 

La Federazione Italiana Scherma si è ufficialmente mossa per permettere al proprio atleta Andrea Alberto Pellegrini di disputare le Paralimpiadi di Rio 2016 cui lo stesso tiratore azzurro si era regolarmente qualificato al termine del percorso che ha avuto negli Europei di Casale Monferrato la propria tappa conclusiva. Un cambiamento dei criteri di qualificazione introdotto solo all’ultimo al fine di favorire una maggior rappresentanza di stati nelle prove a squadre, ha però estromesso l’azzurro dai Giochi del prossimo settembre.

Da qui il ricorso ufficiale presentato dalla Federazione Italiana Scherma contro la decisione dell’IWASF: lo scopo è quello di rivedere le decisioni prese in merito ai criteri di qualificazione nuovi e il conseguente ripristino di quelli in vigore all’inizio della stagione qualificante. La decisione è stata presa in accordo con il Comitato Italiano Paralimpico.

Così si è espresso, in merito alla questione, il Presidente della Federazione Italiana Scherma Giorgio Scarso per mezzo del sito federale: «Entrare nel merito della vicenda è compito adesso dell’IPC. Ciò che all’intero movimento schermistico italiano sta a cuore è la vicenda di Andrea Alberto Pellegrini che, dopo aver lottato a lungo ed infine ottenuto una qualificazione paralimpica, viene privato del “sogno” di Rio, per via di una modifica ai criteri giunta solo al termine della stagione di qualificazione. Riteniamo doveroso intraprendere questa via ed abbiamo trovato il pieno e sodale consenso da parte del Comitato Italiano Paralimpico. Il nostro obiettivo è quello di portare Andrea Alberto Pellegrini a Rio2016, ma anche di essere apripista di un atteggiamento nuovo da parte delle Federazioni Sportive Nazionali che devono chiedere che tutte le figure internazionali dedicate allo sport paralimpico, si diano delle linee comuni che possano permettere allo sport di giungere ad una reale integrazione. In questo modo abbiamo ancora una volta dovuto constatare come certi organismi legati al paralimpico, debbano ancora a lunog percorrere la strada verso l’integrazione e l’equiparazione a meccanismi, dinamiche ed attività svolte dalle consorelle olimpiche».

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