La scherma festeggia a Roma i medagliati di Rio

Il Salone d’Onore del Coni ha fatto cornice alla festa della scherma azzurra. Riconoscimenti per gli atleti a medaglia ma anche per chi ha lavorato “dietro le quinte”.

 

Una grande festa per mandare definitivamente in archivio un quadriennio e guardare con fiducia al nuovo che si è appena aperto con tappa finale Tokyo e una nuova edizione dei Giochi Olimpici. La scherma azzurra ha festeggiato così i propri atleti che, sulle pedane brasiliane, hanno ancora una volta dato lustro al movimento portando a casa  complessivamente sei medaglie fra Giochi Olimpici e Giochi Paralimpici.

Nella cornice del Salone d’Onore del Coni al Foro Italico, è andata ieri in scena la festa della medaglie. Una serata che è stata innanzitutto l’occasione per rivivere tutte le emozioni olimpiche: dall’argento di Rossella Fiamingo nella spada femminile che ha aperto il medagliere, allo splendido bronzo delle ragazze del fioretto in carrozzina che lo ha chiuso. Senza ovviamente trascurare l’oro di Daniele Garozzo, l’argento di Elisa Di Francisca e quello degli spadisti, e – dulcis in fundo – la magnifica impresa in solitaria di Beatrice Vio. Il tutto all’insegna dell’assoluta sinergia e continuità fra mondo Olimpico e mondo Paralimpico, corroborata anche dalla contemporanea presenza di Giovanni Malagò e Luca Pancalli.

Ma la cerimonia di ieri – condotta dall’addetto stampa federale Giorgio Caruso coadiuvato dalla giornalista Lia Capizzi – ha voluto celebrare anche il lavoro di chi, stando dietro le quinte, ha permesso agli azzurri di tornare a casa con le medaglie. A partire dagli sparring partner, compagni di allenamento ma anche preziosissime risorse per stemperare l’enorme tensione che un appuntamento così importante inevitabilmente porta con sè. E, ancora, in una sorta di ipotetica piramide che dal vertice si allarga sempre di più verso la base, i Maestri, lo staff medico, quello tecnico e quello federale, compreso lo storico fotografo Augusto Bizzi, che con le sue immagini racconta da anni le gare degli azzurri sulle pedane di tutto il Mondo e che a stento ha trattenuto la commozione sul palco. Non sono mancati poi i riconoscimenti agli arbitri – presenti Giuliano Ranza e ert – che hanno rappresentato anche in questo mondo l’Italia a Rio.

Archiviato quindi del tutto Rio, l’Italia della scherma riparte. Per nuove  sfide e a caccia di nuovi obiettivi. La concorrenza si è fatta forte, non solo sotto l’aspetto qualitativo ma anche e soprattutto quantitativo: America, Asia e ora anche l’Africa stanno cominciando a produrre atleti in grado di competere per il vertice. All’Italia il compito di farsi trovare pronta.

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Fotografia Augusto Bizzi

 

 
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