Spada, il Grand Prix di Doha chiude la prima parte di stagione

In Qatar il Grand Prix di spada che chiude la prima parte di stagione. L’anno scorso vinsero Mara Navarria e Vadim Anokhin. 

 

Si chiude al caldo del Qatar la prima parte della stagione di Coppa del Mondo della spada. A Doha, infatti, è i programma il primo dei tre Grand Prix in stagione. Maschi e femmine assieme, quindi, per un fine settimana intenso prima delle vacanze di Natale e dell’arrivederci all’anno nuovo.  Una gara a cui le due squadre italiane arrivano vivendo momenti del tutto diversi fra loro.

Per il settore femminile pochi acuti, se non la finale a otto centrata da Giulia Rizzi nella gara individuale di Tallinn. Per il resto, più ombre che luci: l’ultima trasferta in Cina si è chiusa con due eliminazioni al tabellone dei 64 (Giulia Rizzi e Rossella Fiamingo, ancora in difficoltà in Coppa del Mondo) e altrettante al turno successivo, dove si sono fermate Alberta Santuccio e Mara Navarria. La friulana vinse qui l’anno scorso, in una gara emozionante andata in scena solo pochi giorni dopo la scomparsa di Oleg Pouzanov, amatissimo dall’intera squadra azzurra e da Mara in particolare. Le sue lacrime dopo l’ultima stoccata e sul podio, dove era salita con la scritta Oleg ben in vista sulla mano sinistra, sono ancora ben impresse nella memoria di tutti. Quella gara, inoltre, sancì l’inizio di un periodo entusiasmante per la stagione di Mara, che si impose anche nell’appuntamento successivo di Barcellona.

Se quindi per le ragazze la gara di Doha – che segna il ritorno in pedana fra le altre di Ana Maria Popescu e Lyubov Shutova – rappresenta una possibilità di riscatto dopo un avvio un po’ difficile, diverso è il discorso per quanto riguarda il settore maschile, che sin qui ha marciato a ritmo notevole: a Berna è arrivato il terzo posto di Andrea Santarelli, mentre nella successiva tappa di Buenos Aires è stato Marco Fichera a fermarsi a un passo dalla sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Insieme a loro, un Enrico Garozzo che ha piazzato due finali a otto in altrettante gare. Continuità diventa quindi la parola d’ordine in casa azzurra, in attesa poi di sistemare qualche piccolo dettaglio per quanto riguarda il discorso a squadre e tornare la bella squadra vista ad agosto lottare per l’oro Olimpico. Ma di questo se ne riparlerà a gennaio.

L’anno scorso a vincere fu il russo Vadim Anokhin su Fabian Kauter, mentre fra gli azzurri si distinse Lorenzo Buzzi, che chiuse la sua prova centrando una grande finale a otto.

Twitter: agenna85

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Fotografia Augusto Bizzi

 
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