Arianna Errigo, ancora un passo in avanti

L’apprendistato della monzese procede alla grande. Fra miglioramenti tecnici evidenti, la vittoria sulla Stone e l’assaltone contro la Brunet.

 

Per dirla con le parole dei Madness, one step beyond. E, aggiungeremmo, a big step beyond. Perché fra l’esordio di Orleans – chiuso al tabellone dei 64 dopo una fin troppo severa lezione rimediata dalla Podzniakova – e la seconda uscita stagionale di ieri a Cancun, Arianna Errigo ha messo in mostra notevoli miglioramenti.

Un passo avanti nel risultato, almeno 10 nella qualità della scherma espressa dalla muggiorese. In Messico si è vista una Errigo sciabolatrice, molto migliorata nel lavoro di gambe, capace di sciogliere misura rapidamente, di attaccare col tempo e la profondità giusti, sempre più a sua agio con la nuova arma.

La prima dimostrazione la si è avuta nel match dei 64 contro Anne Elizabeth Stone, un’avversaria che forse starà attraversando un periodo difficile, ma che ha comunque in bacheca un argento e un bronzo ai panamericani, due podi in Coppa del Mondo, un titolo mondiale a squadre conquistato con gli Usa a Kazan 2014. Arianna ha condotto il match dall’inizio, controllando agevolmente il tentativo di rimonta dell’americana.

E se qualcuno pensava di vederla sconfitta in partenza contro Manon Brunet (quarta ai Giochi di Rio e vincente a Orleans nella prima prova stagionale di Coppa del Mondo), si è  dovuto ricredere presto. Perché pur perdendo il match con un dignitoso 15-11, la Errigo ha tirato alla pari della francese, mostrando un repertorio di stoccate sempre più vasto, colpendo in attacco, in contro tempo, in parata, con le uscite in tempo. E portandosi addirittura avanti fino al 10-5,  prima di subire la rimonta dell’avversaria.

Al di là di quanto possa aver pesato la stanchezza in una settimana che per l’italiana si era aperta con un attacco influenzale, l’impressione è che lo stesso match, disputato tra due mesi, avrebbe un esito opposto. La sensazione è quella di aver visto in pedana una sciabolatrice, con qualche difetto su cui c’è ancora da lavorare (in qualche occasione le gambe non sono ancora del tutto fluide quando si tratta di dover scappar via, e l’equilibrio non sempre è perfetto), non più una fiorettista che impugna la sciabola cavandosela egregiamente. E a pensarci bene è qualcosa di notevole.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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