Sciabola maschile: il riepilogo della gara di Cancun

I temi e gli approfondimenti sulla gara di sciabola maschile di Cancun, valida per il Grand Prix che ha chiuso il 2016 internazionale.

 

La prova maschile del Grand Prix di sciabola di Cancun (Messico), ha ufficialmente mandato in archivio la prima parte della stagione 2016/2017 di scherma internazionale. Una gara che ha lasciato con sè tanti spunti di riflessione e che riviviamo ora con il nostro consueto riepilogo del lunedì.

samele

Gigi 2, il ritorno – Quella di ieri sera è stata la seconda vittoria in carriera in Coppa del Mondo per Luigi Samele. La prima è datata maggio 2014: allora a Chicago fu addirittura tripletta per l’Italia, con “Gigi” che si tolse lo sfizio di firmare la prima volta in carriera battendo in finale Aldo Montano, mentre al terzo posto chiuse Enrico Berrè. Il finanziere foggiano mancava dal podio proprio dal mese di maggio 2014, dal terzo posto ottenuto a Varsavia due settimane dopo la vittoria di Chicago. E per spezzare il digiuno difficilmente si poteva scegliere modo migliore, al termine di un periodo in cui i risultati non sono stati all’altezza del talento. Gigi è tornato!

berre

La conferma di Enrico – Un secondo posto, uno stop agli ottavi di finale e uno ai quarti, battuto nel derby da Samele ieri a Cancun. Fra i protagonisti di questo avvio di nuova stagione c’è sicuramente Enrico Berrè. Anche per lui, come per Samele, un paio di stagioni difficili alle spalle, ma ora tutto sembra a posto. C’è un nuovo ciclo olimpico da aggredire e giocare assalto dopo assalto, gara dopo gara. E il romano che nel 2013 stupì tutti ha tutte le intenzioni di farsi trovare pronto all’appello quando ci sarà da salire su un aereo in direzione Giappone.

curatoli

Non dire gatto… – Nella sciabola assalto finisce quando stoccata numero 15 è stata messa. Serve scomodare un vecchio maestro di sport e di vita come il grande Vujadin Boskov per raccontare al meglio quanto accaduto ieri duranti gli ottavi di finale del Grand Prix di Cancun: in pedana Luca Curatoli e il coreano Lee, con quest’ultimo che in breve tempo si invola sull’11-0. Si, undici a zero. Finita? Nemmeno per sogno, perché l’azzurro decide di provare a prendersi un posto negli annali, si rifà sotto pian piano minando le sempre più fragili certezze del coreano, che avanti 14-13 riporta in gioco Curatoli facendosi tradire dai nervi e da una partenza anticipata che gli costano il rosso. Purtroppo, in chiave italiana, a mancare è lieto fine, la stoccata numero 15 la trova Lee (che poi chiuderà secondo) e a Curatoli rimane tanto amaro in bocca. Resta però, a magra e parziale consolazione, il merito di aver scritto una delle pagine più esaltanti della gara di ieri.

szilagyi

Gara stregata per i big – I francesi direbbero “drôle de competition”. Fin dai primi assalti, infatti, non sono mancate le soprese e le eliminazioni eccellenti. A partire da quella del bicampione olimpico Aron Szilagyi, sgambettato dal tedesco Dominik Koch in una pazzesca altalena che ha visto bene scattare dai blocchi il tedesco prima che Aron prendesse il controllo delle operazioni. Ma quando la vittoria sembrava in porto, ecco la rimonta e il sorpasso decisivo sul 15-14 per il clamoroso upset. Fuori al primo turno anche Sanguk Oh – vincitore a Gyor – mentre anche Tiberiu Dolniceanu e Junghwan Kim hanno salutato presto la compagnia.

motorin

Il club delle prime volte – Alla caduta dei big ha fatto da contraltare un nutrito gruppo di atleti che ha potuto festeggiare per la prima volta un grande risultato: a partire dal russo Ilya Motorin, al suo esordio sul podio, al termine di una gara che lo ha visto battere fra gli altri Diego Occhiuzzi, Aldo Montano. Best in carriera anche per Dminik Koch, che chiude negli otto.

lee

Sul podio alla seconda gara – Gara che vai , coreano che trovi. Un paio di edizioni fa del Luxardo fu Sanguk Oh, allora alla sua primissima uscita internazionale, a soprendere tutti e chiudere al terzo posto. Ci ha messo una gara  in più Jonghyun Lee, classe 1995, sesto ai Mondiali Under 20 a Tashkent nel 2015: quella di Cancun, infatti, è stata la sua seconda uscita in Coppa del Mondo a livello assoluto, andando davvero a un passo dal portarsi a casa l’intero jackpot. Di sicuro, un’altra scoperta proveniente dalla Corea, che nel giorno in cui i big non rendono al meglio – eccezion fatta per il solito Gu Bongil, mostro di continuità – tiene alta la bandiera del paese asiatico.

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Fotografie Augusto Bizzi/Fie
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