Spada maschile, quarto atto ad Heidenheim

In Germania la classica tappa di Coppa del Mondo per gli spadisti, quarto impegno della stagione. 

 

I dolci ricordi di un anno fa per ritrovare le belle sensazioni che hanno condotto all’argento olimpico e provare a ripartire tutti assieme verso nuovi obiettivi. Parlando di Heidenheim in chiave italiana, non si può non pensare alla prova a squadre della passata stagione, che rappresentò il punto più alto della scalata del quartetto azzurro iniziata dal quarto posto di Mosca: la giornata perfetta, chiusa battendo la Francia in finale e vidimando ufficialmente il biglietto per Rio.

Le prime gare stagionali hanno visto Enrico Garozzo e compagni (Marco Fichera, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli) per due volte fuori dal podio in questo tipo di competizioni e chissà che il flashback temporale non faccia ritrovare loro la giusta ispirazione per limare quei piccoli dettagli che sin qui hanno impedito al quartetto vice-campione Olimpico di esprimersi sui loro soliti livelli. Meglio sono invece andate le cose nelle prove individuali, grazie ai podi firmati da Andrea Santarelli (terzo a Berna alla prima stagionale) e alla finalissima centrata da Marco Fichera a Buenos Aires, con l’azzurro che ha ceduto soltanto al campione Olimpico di Rio, Sangyoung Park, centrando ad ogni modo il suo miglior risultato in carriera.

Archiviata la sosta, allora, si riparte dalla Germania, a caccia di coreani – che sin qui, eccezion fatta per la sorpresa Glazkov a Berna, hanno fatto man bassa di vittorie – e francesi protagonisti assoluti della prima parte di stagione. Gara storica quella di Heidenheim, particolare già fin dalla programmazione, tutta anticipata di un giorno: si parte il giovedì con le fasi a gironi e ad eliminazione diretta per determinare il tabellone principale, quindi venerdì la prova individuale e sabato chiusura con la gara a squadre. La prima edizione venne disputata nel 1953, per diventare appuntamento fisso del calendario internazionale con la sola eccezione del 1957, quando non venne disputato. Quattro le vittorie italiane: nel 1961 la firma del milanese Giovanni Battista Breda, quindi fu la volta della doppietta di Angelo Mazzoni – altro atleta milanese – che si impose una prima volta nel 1986 per poi ripetersi 6 anni più tardi. L’ultima vittoria azzurra è datata 2011 e fu un vero e prorpio trionfo, grazie all’affermazione di Stefano Carozzo su Paolo Pizzo, mentre Matteo Tagliariol chiuse al terzo posto.

Nell’ultima edizione si impose il francese Gauthier Grumier – poi ritiratosi dopo Rio – su Bogdan Nikishin, con il podio completato da Jean Michel Lucenay e Anton Avdeev, mentre la gara degli azzurri fece registrare l’eliminazione la turno dei 32 di Marco Fichera e Luca Ferraris come miglior risultato di giornata.