La sciabola femminile riparte da Tunisi

Settima tappa stagionale per la Coppa del Mondo di sciabola femminile, nell’inedita tappa di Tunisi. La penultima prima di Europei e Mondiali.

 

La scherma mondiale allarga i propri orizzonti e approda in Africa. Un ritorno, invero, per la sciabola femminile, dopo l’unicum di Dakar datato 2015. Questa volta il circus della Coppa del Mondo si ferma sulle rive del Mediterraneo e fa tappa a Tunisi per il settimo atto stagionale, ultima occasione per affinare i meccanismi dei quartetti in ottica campionati Continentali e, Mondiali.

Non ha bisogno di affinare alcunché il quartetto azzurro, anche se in Tunisia dovrà fare a meno di Loreta Gulotta. Ma che può pare affidamento su una Martina Criscio in grande spolvero e reduce da tre podi di fila, ma anche, più in generale, su un gruppo in buon stato di forma, con le ragazze azzurre sin qui sempre protagoniste nella lotta per la vittoria: tante finali a otto, firmate da Rossella Gregorio, dalla stessa Gulotta e da Irene Vecchi, anche lei a podio in stagione con il terzo posto conquistato a New York. In gara ci sarà anche Arianna Errigo: la muggiorese ha di recente rilanciato la sfida doppia fra fioretto e sciabola, e la tappa di Tunisi rappresenta per lei un’altra occasione per fare esperienza e provare a confermare le buone cose fatte vedere soprattutto fra Orleans e Cancun.

Al di fuori delle vicende di casa Italia, la notizia è il ritorno in gara di Olga Kharlan, alla sua prima uscita dopo le Olmpiadi, mentre non ci sarà Mariel Zagunis, che proprio ieri ha annunciato web et orbi la propria gravidanza. Interessante e incerta poi la lotta per la vittoria, con tante candidate al trono, con Yana Egorian che ha già dimostrato di essere in un grande stato di forma con due vittorie su due Grand Prix, la crescita esponenziale di Anna Marton, le tante carte al mazzo della Francia, che proverà a trarre dalle pedane tunisine le indicazioni definitive su come impostare la squadra per Europei e Mondiali.

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Fotografia di Timacheff/Fie

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