Rio Factor, la stagione a tutto gas di re e regine a Cinque Cerchi

Tutti i Campioni delle sei armi sono stati autori di grandi stagioni. Con vittorie e podi in serie.

 

Mi fermo? No, riparto a tutto gas. La firma in calce, è quella dei campioni e delle campionesse di Rio 2016. In coro e senza eccezioni. Nessuna pausa di riflessione o anno di stacco prima di aggredire il cammino verso Tokyo. Ma anzi, una partenza aggressiva e la voglia di far valere fin da subito il peso di quei titoli figli delle magiche giornate di un caldo agosto brasiliano di un anno fa.

Su sei ranking individuali, solo quello della spada maschile non è presidiato dal campione (o dalla campionessa di Rio). Per il resto, in tutte le altre classifiche i nomi che svettano davanti a tutti sono quelli di chi ha apposto la proprio firma nell’albo d’oro a Cinque Cerchi: da Inna Deriglazova ad Emese Szas, passando per il nostro Daniele Garozzo, Yana Egorian e Aron Szilagyi. Unica eccezione, come accennato, la spada maschile dove in testa troviamo il francese Yannick Borel, con Sangyoung Park che però è ben ancorato alla seconda posizione.

Un’altra statistica interessante riguarda il fatto che quasi tutti hanno piazzato almeno una vittoria in stagione: ha fatto le cose in grande Yana Egorian, che ha firmato due dei tre Grand Prix stagionali, vincendo a Cancun a dicembre per ripetersi ad aprile a Seul. Doppietta anche per Daniele Garozzo, che dopo essersi sbloccato a San Pietroburgo, ha sbancato il jackpot a giugno agli Europei di Tbilisi. Una vittoria a testa, invece, per Inna Deriglazova (Saint Maur), Park Sangyoung (Buenos Aires) ed Emese Szasz, che dopo essersi presa una piccola pausa (approfittando anche per sposarsi), è tornata più carica che mai a Barcellona centrando subito il podio e chiudendo la stagione con la vittoria nel Grand Prix di Bogotà e il bronzo Europeo.  Dal “giro” è rimasto fuori solo Aron Szilagyi, anche se abbiamo tutte le ragioni di sospettare che il due volte campione Olimpico non abbia di che  lamentarsi: anche perché sono arrivati due terzi posti e altrettanti secondi posti (di cui uno all’Europeo lo scorso giugno). E poi, manca ancora una gara discretamente importante alla fine ufficiale della stagione…

E chissà che a Lipsia, visti i numeri sin qui messi in cascina dai protagonisti dei Giochi brasiliani (peraltro, abbiamo limitato la nostra analisi solo alle medaglie d’oro, ma se allargassimo il campo prendendo in considerazione anche gli altri medagliati dell’anno scorso, il numero lieviterebbe,  comprendendo, ad esempio, la vittoria di Rossella Fiamingo a Budapest, il sigillo di Olga Kharlan a Tunisi, la doppietta di Kim Junghwan “spalmata” fra Vrsavia e Seul), a imporsi possa essere proprio il “Rio Factor”.

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Fotografia Augusto Bizzi

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