Fioretto maschile: il riepilogo del week-end di Tokyo

Protagonisti, temi e approfondimenti del secondo week-end di Coppa del Mondo di fioretto maschile in Giappone.

 

Nel fine settimana è andata in scena la seconda tappa della nuova stagione di Coppa del Mondo di fioretto maschile. Trasferta in Giappone, per un appuntamento ormai diventato un classico del circuito. Week-end agrodolce per i colori azzurri, bene nella prova individuale e un po’ meno brillanti in quella a squadre. Riviviamo quanto accaduto nel fine settimana con il nostro riepilogo del lunedì.

Big in Japan – Una vittoria (2008), un secondo posto – l’ultimo podio in ordine di tempo, ottenuto proprio sabato nella gara individuale – e un terzo posto ottenuto nel 2014. Fra Andrea Cassarà e la gara di Tokyo c’è indubbiamente un grande feeling, che sabato si è rinnovato. Una grande prova quella del campione bresciano, arrivato a una sola stoccata dalla sua vittoria numero 28 in carriera in Coppa del Mondo. Nel suo percorso gli scalpi di Imboden, Lefort e Meinhardt e l’ennesima riprova del fatto che quando in giornata Andrea è pressoché ingiocabile per tutti.

Tre anni di digiuno spezzato – La tappa di Tokyo ha segnato anche il ritorno sul podio di Coppa del Mondo di Edoardo Luperi. Laddove mancava dalla tappa di San Francisco 2014, anche se in mezzo c’è stato il bronzo Europeo a Montreux. Una bella prova per il livornese, che si è interrotta solo al cospetto della grande giornata di Erwann Le Pechoux.

Prima finale a otto –  Dopo aver vinto tutto a livello giovanile, Damiano Rosatelli ha faticato un po’ nel passaggio alla categoria Assoluta. In Giappone è però arrivata la prima finale a otto, impreziosita anche dalla vittoria contro Alexander Massialas, vincitore delle ultime due Coppe del Mondo e attuale leader del ranking. A fermarlo, Edoardo Luperi nel derby.

L’inossidabile Erwann colpisce ancora – Nel 2015 gli balenò in testa l’idea di fermarsi dopo Rio 2016 per intraprendere la carriera di allenatore. E invece il sacro fuoco della scherma arde ancora nel petto del 35enne transalpino, capace di mettere in fila tutti nella gara individuale di sabato e di prendersi una vittoria in Coppa del Mondo – la quattordicesima complessiva in carriera – che mancava dal 2012, quando si impose a Venezia. Una vittoria centrata recitando la parte dell’ammazza-italiani, dato che sotto il suo fioretto sono caduti nell’ordine Giorgio Avola, Edoardo Luperi e Andrea Cassarà.

Giornata storia per l’Italfioretto – Dopo il terzo posto in Egitto, giornata storta per il quartetto azzurro, sorpreso dalla Danimarca agli ottavi di finale e poi nono a fine gara. Un piccolo incidente di percorso, come dimostra anche la reazione immediata alla sconfitta contro i sorprendenti scandinavi: tre vittorie di autorità contro Germania, Hong Kong e Brasile; che seppur utili solo per il nono posto, derubricano a semplice inciampo questa gara. Appuntamento a Parigi, facilmente con un Garozzo in più nel motore e sull’onda dei bei ricordi dell’anno scorso, quando il quartetto azzurro dominò contro i padroni di casa, di fatto spettatori non paganti nell’atto finale.

I numeri record degli american boys – Nella prova a squadre di domenica il quartetto statunitense ha firmato la seconda vittoria di fila in stagione dopo quella messa a segno al Cairo. Ennesimo tassello messo da Miles Chamley Watson, Race Imboden, Alexander Massialas e Gerek Meinhardt ai numeri di un quartetto che sta scrivendo record su record per il fioretto Usa: contando solo il periodo post Rio de Janeiro, solo una volta gli americani hanno mancato il podio (quarti a Bonn). Per il resto solo piazzamenti nei primi tre posti e l’argento di Lipsia a fare da highlight.

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Fotografia Ferraro/Bizzi/Fie 

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