Carroccio d’argento. La spada maschile azzurra seconda a Legnano

L’Italia si china in finale alla Russia dopo aver superato il Canada, gli Usa e la Francia. Terzo posto per la Corea del Sud.

 

Una giornata piena di emozioni che si chiude con un risultato di prestigio. La squadra italiana di spada maschile conquista il secondo posto nel Trofeo Carroccio, fermandosi solo in finale al cospetto della Russia, dopo aver superato in semifinale la Francia. Paolo Pizzo, Marco Fichera, Enrico Garozzo e Andrea Santarelli tornano sul podio sei mesi dopo l’ultima volta e si lasciano definitivamente alle spalle le delusioni di Europei e Mondiali.

Per la prova italiana, Sandro Cuomo decide di puntare forte su Andrea Santarelli, che dopo l’uscita di scena nel girone della prova individuale ha bisogno di ritrovare fiducia. E da lui ottiene ottime risposte. Il poliziotto umbro, che da quest’anno si allena a Milano con Andrea Candiani, è il migliore degli Azzurri nell’ottavo di finale vinto 43-31 sul Canada, che chiude con un saldo personale di 10 stoccate all’attivo.

Nel frattempo gli Stati Uniti superano a sorpresa e nettamente l’Ucraina, e incrociano l’Italia nei quarti di finale. Assalto semplice? Tutt’altro. Gli Azzurri si portano avanti, ma gli americani non mollano, restando a contatto e trovando il sorpasso all’inizio dell’ultimo giro. Pizzo perde 0-3 da McDowald, Santarelli 2-0 da Hoyle, e Garozzo sale in pedana a chiudere col -4. Un ruolo, quello della chiusura, che a Enrico non toccava da un po’, ma che dimostra di saper ancora fare in maniera eccellente. Jason Pryor viene rimontato e al minuto supplementare arriva anche la stoccata del decisivo 36-35.

La semifinale con la Francia si chiude nello stesso modo, con Garozzo che alla priorità piazza il 44-43 su Ronan Gustin dopo che l’Italia era partita 1-4 nel match d’apertura tra Garozzo e Fava e andata sotto 12-6 nel terzo assalto tra Pizzo e Borel, col campione del mondo capace di reagire e chiudere sul 13-15, ricucendo immediatamente uno strappo che poteva risultare decisivo. Da lì è un esaltante punto a punto continuo, chiuso con classe e freddezza da Garozzo.

La finale con la Russia comincia bene: Garozzo guadagna subito un +2 su Bida e si arriva alla fine del primo giro avanti 10-8, poi Santarelli subisce un 2-6 dallo stesso Bida, il match si ribalta e l’Italia non riesce più a rientrare in gara. Nemmeno l’ingresso di Fichera, riserva per un giorno e precedentemente impegnato solo in un assalto degli ottavi col Canada, riapre i giochi. Garozzo sale in pedana per l’ultimo assalto sul 34-23 per i russi, chiude 12-11 contro Sukhov ma deve comunque cedere. L’Italia si accomoda sul secondo gradino del podio, tra Russia e Corea del Sud, che nella finalina supera la Francia alla priorità con un super Jung Jinsun, capace di ribaltare due volte un match che sembrava già chiuso, prima con Fava nel secondo giro e poi, dopo che la Francia si riporta avanti, contro Gustin nell’ultimo decisivo assalto.

Il quarto posto di Berna ce l’aveva fatto intuire, il secondo di Legnano ce lo conferma. L’Italia della spada maschile è tornata. Ammesso che se ne fosse mai andata.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto Bizzi

 

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