A Torino con un Garozzo in più nel motore

L’Olimpionico di Rio 2016 torna in gara dopo lo stop forzato di inizi stagione. A Torino il fioretto maschile azzurro punta a confermare quanto di buono fatto nelle prime uscite.

 

«Punto a tornare a Torino» aveva detto Daniele Garozzo lo scorso ottobre raccontando la sua disavventura con uno pneumotorace che lo aveva costretto a saltare le prime gare stagionali e gli aveva fatto prendere un brutto spavento. E a Torino, il campione Olimpico di Rio 2016 ci sarà, anche se per ovvi motivi la forma è quel che è: «Ho ricominciato a fare scherma da circa dieci giorni» racconta l’acese in un’intervista apparsa sull’edizione odierna del Corriere dello Sport «e i primi assalti li ho fatti coi bambini; poi, dalla scorsa settimana, sono passato coi grandi. Non sono al top della forma, ma questo non mi spaventa, anzi, sarà un modo diverso di affrontare la gara».

Per un Daniele Garozzo che torna, c’è però un movimento complessivo del fioretto maschile azzurro che gode di ottima salute: a partire da Andrea Cassarà, secondo a Tokyo dopo essere arrivato a un passo dal Cairo e autore sin qui di un grande avvio di stagione. Il bresciano ha ritrovato la perfetta forma fisica e, soprattutto, il divertimento di tirare, come lui stesso ci ha confermato nei giorni scorsi durante il ritiro a Roma. E i risultati si sono visti, con Andrea che ha regalato spettacolo stendendo i giganti stranieri e fermandosi a una sola stoccata dall’ennesima vittoria di una carriera sin qui ricchissima di gioie. E gioia non può che essere la prima parola che viene in mente ad Alessio Foconi ripensando a Torino: un anno fa la prima vittoria in Coppa del Mondo e l’inizio di una cavalcata esaltante culminata con la medaglia sfiorata ai Mondiali a livello individuale e quella d’oro vinta da protagonista nella gara a squadre; domenica per il ternano il doppio obiettivo di riconfermarsi e di dimenticare lo scivolone di Tokyo.

Ma la gara di casa, si sa, è particolare per tutti i fiorettisti azzurri che saranno chiamati a gareggiare al Pala Ruffini. Ognuno con una motivazione speciale in più data dal tirare in Italia e davanti a un pubblico come quello torinese, competente e capace di dare la giusta spinta agli atleti: Giorgio Avola punta a tornare sul podio dopo averlo sfiorato al Cairo e, perché no, a mettere in cascina la prima vittoria in Coppa del Mondo, che il fiorettista di Modica ha più volte dimostrato di meritare ampiamente; o i tanti giovani che vogliono mettersi in mostra nella loro occasione di assaggiare il palcoscenico principale.

Tanti ingredienti che si vanno a incastonare nella cornice di una gara che prevede al via quasi 200 iscritti e che si presenta, come ormai tradizione per il fioretto maschile, difficilissima da pronosticare e aperta a tanti risultati possibili. Sin qui tre vincitori diversi in altrettante edizioni del Grand Prix, con Alexei Cheremisinov ad aprire la serie poi continuata da Ma Jianfei e dal nostro Foconi. Vada come vada, sarà spettacolo assicurato.

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Fotografia Augusto Bizzi/Fie

 

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