Artem Sedov, un nuovo orizzonte sulla pedana.

L’ex fiorettista è ora allenatore della squadra nazionale russa, lo abbiamo incontrato ai Campionati Europei.

Artem Sedov, il talentuoso fiorettista che dopo aver vinto tanto ed essersi ritirato ha deciso di diventare maestro. Lo abbiamo intervistato sul lavoro che svolge guardando a Tokyo.

Dopo esserti ritirato hai deciso di diventare maestro e ora stai allenando la squadra nazionale, com’è quest’esperienza?

Alleno entrambe le squadre di fioretto, sia maschile che femminile, li aiuto a prepararsi per le gare. È sicuramente una bella esperienza per me, è stato molto interessante dedicarsi all’insegnamento quando ho smesso con la carriera atletica. Ho iniziato nel mio club a Pietroburgo e poi sono diventato coach della squadra nazionale Assoluta, quindi certo, è un’ottima esperienza, e mi piace.

Ora rivesti questo ruolo in gare importanti come gli Europei e i Mondiali, dev’essere diverso dall’esperienza nel club.
Sì questa è la mia prima competizione importante. Ho iniziato a lavorare nello staff nazionale solo quest’anno quindi per me è decisamente incredibile e sono molto felice di essere qui. Provo emozioni in qualche modo simili a quelle che provavo quando ero un atleta e tiravo alle stesse gare, agli stessi livelli. Dunque certo, mi piace, mi piacciono le gare e mi piace provare queste emozioni.

Non hai mai gareggiato alle Olimpiadi.
Abbiamo una squadra forte, tutti volevano partecipare, anche i miei compagni Čeremisinov, Ganeev, Chovanskij e Akhmatkhuzin. Quindi forse avrei dovuto raggiungere risultati migliori per andare alle Olimpiadi.

Magari andrai ai Giochi con la squadra.
Sì, sì esatto ora è il mio sogno! Purtroppo non sono andato alle Olimpiadi come atleta. Ho molta esperienza in Europei e Mondiali, ho vinto delle medaglie, ma non sono mai stato ai Giochi. Nel 2008 avevo buoni risultati ma non c’era la gara a squadre di fioretto maschile, quindi non ci si poteva qualificare con la squadra, solo individualmente. Purtroppo non ho partecipato nel 2012 e non ero tra i primi cinque prima di Rio. Questa è la ragione per cu ora il mio sogno è andare alle Olimpiadi come coach e magari ottenere delle medaglie, è decisamente il mio grande sogno al momento!

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