Italsciabola, un argento che vale oro

Azzurre battute solo dalla fortissima Ucraina, confermato l’argento conquistato a Roma l’anno scorso.

 

Obiettivo conferma, centrato. Esame superato a pieni voti per le sciabolatrici azzurre, che a Terni si presentavano da vice-campionessa del Mondo dopo la magica giornata di Roma e anche in Umbria non hanno deluso le aspettative, centrando la medaglia d’argento nell’ultima giornata di gare agli Europei di scherma paralimpica. Una medaglia che tutte avevano messo nel mirino già da qualche giorno, troppo forte il desiderio di riscatto dopo l’amarezza di prove individuali o finite troppo presto (come nel caso di Andrea Mogos e Loredana Trigilia) o in cui la medaglia è stata solo sfiorata, come accaduto a Marta Nocent.

Argento o anche l’oro delle umane, perché davanti a tutte c’è ancora l’imbattibile Ucraina delle fuoriclasse Natalya Morkvych e Yevheniia Breus ma anche della fresca campionessa d’Europa nella prova individuale categoria B, Olena Fedota. Un vero e proprio Dream Team, che come da pronostico ha sbaragliato la concorrenza e si è presa il titolo continentale dopo quello iridato dello scorso anno.

Per l’Italia è la medaglia numero quattordici ma, soprattutto per le quattro sciabolatrici (Rossana Pasquino ha completato il quartetto) è la conferma di un gruppo di altissimo livello che può togliersi tante soddisfazioni e in cui tutte possono recitare la loro parte. Domando dapprima la mina vagante Georgia – penalizzata però da una terza atleta di caratura decisamente inferiore a Tibiashvili e Khetsuriani, per loro quarto posto finale – per poi andare ad affrontare la corazzata dell’Est. Provando anche a restare in partita con il parzialone di Mogos su Fedota, prima di cedere poco per volta alla maggiore forza delle avversarie che si sono imposte per 45-28. Comunque argento vivissimo per l’italsciabola al femminile.

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