Promozione a pieni voti per l’Italia paralimpica a Terni

La spedizione azzurra chiude terza nel medagliere con 14 podi e approccia nel modo migliore alla stagione di qualifica a Tokyo. Apprezzamenti per organizzazione  e pubblico.

 

Promozione a pieni voti. E non solo sotto l’aspetto tecnico e agonistico, ma anche sotto quello organizzativo e della presenza del pubblico. Non può che essere lusinghiero il bilancio degli azzurri al termine dei Campionati Europei di Terni di scherma Paralimpica: le 14 medaglie complessive, di cui quattro d’oro, portano l’Italia al chiudere al terzo posto nel medagliere dietro a Russia e Ucraina. A livello di organizzazione, poi, tutto ha funzionato per il meglio, mentre nell’arco di tutte le giornate il Pala De Santis ha avuto davvero poco da invidiare ai palazzetti che in questi giorni ospitano la Nazionale di pallavolo, con le tribune piene e con un pubblico molto caloroso e sportivo, che non solo ha sostenuto a gran voce i propri beniamini ma anche applaudito alle gesta di tutti gli atleti.

Tante le certezze da cui ripartire per la squadra dei ct Ciari, Martinelli e Vanni: la prima, ça va sans dire, è Bebe. Malgrado abbia vinto tutto quello che c’era da vincere, la fuoriclasse di Mogliano non perde la sua fame e la sua continua ricerca di nuove sfide, vista ormai la conclamata mancanza di avversarie in grado di tenerle testa: e così, messa al sicuro la vittoria nella prova individuale, eccola vincere anche la scomessa fatta con il suo allenatore sul fatto che sarebbe riuscita a eseguire anche una botta di fluetto, incassare la birra della vittoria e poi tornare a concentrarsi sulla prova a squadre per trascinare le compagne di mille avventure Loredana Trigilia e Andreea Mogos alla conferma di quanto fatto lo scorso anno a Roma.

Andreea Mogos (Foto: AUgusto Bizzi)

La torinese è stata un’altra delle piacevoli realtà di questa kermesse continentale: tradita dall’emozione e dalla tensione nella finale contro Eva Andrea Hajmasi nella prova individuale di fioretto, ha comunque centrato la sua prima medaglia individuale di peso in quest’arma; ma non solo: è stata assolutamente devastante tanto nella vittoria a squadre – sempre nel fioretto – quanto nell’argento delle sciabolatrici che ha fissato a quattordici il numero di medaglie azzurre in Umbria. Bene anche Marta Nocent, fermatasi ai quarti di finale nella sciabola femminile Categoria B.

Molto bene anche la squadra maschile: alla sua settima medaglia internazionale, Marco Cima centra finalmente quella più prestigiosa al termine di quella che è stata fra le gare più emozionanti dell’intera sei giorni ternana, quella di fioretto Categoria B. Il 15-14 contro Coutya in semifinale e la rimonta contro Gaworski in finali sono due piccoli capolavori da gustare e rigustare, magari con il sottofondo del boato pazzesco che ha accompagnato la stoccata decisiva.

L’atleta di Vetralla è stato poi fra i protagonisti della cavalcata trionfale della squadra di sciabola, il quarto oro azzurro della manifestazione, il secondo suo personale. Con lui, Andrea Pellegrini, Gianmarco Paolucci – che non ha fatto rimpiangere Alessio Sarri -ed Edoardo Giordan, già arrivato al bronzo individuale. Non vanno poi dimenticati Matteo Betti – bronzo individuale nel fioretto A -ed Emanuele Lambertini: il giovane bolognese, rimasto a secco di medaglie, ha forse deluso le attese della vigilia ed è rimasto a secco di medaglie, ma rimane l’assoluto punto fermo della selezione azzzurra nella spada e nel fioretto.

Consuelo Nora: per lei due medaglie a Terni nelle gare di categoria C (Foto: Augusto Bizzi)

D’obbligo, infine, la citazione per gli atleti della categoria C, che hanno dato il loro contributo mettendo a referto ben 6 medaglie: centro doppio per Consuelo Nora e Martino Seravalli (un bronzo e un argento a testa), un terzo posto per William Russo e Matteo Addesso. Per una grande festa tutta tinta d’azzurro.

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Fotografia Augusto Bizzi

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