Russia fuori dalle Olimpiadi, uno tsunami sulla scherma

La squalifica della Russia dai prossimi Giochi apre scenari interessanti per quanto concerne la scherma. Nell’immediato come a Tokyo.

 

Russia fuori dai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ma anche dalle competizioni internazionali. La Wada, di fronte alla recidività del colosso russo nel falsificare i risultati dei test anti-doping, usa il pugno di ferro e cala la mannaia. Una decisione pesantissima, che di fatto cancella una delle maggiori potenze sportive del globo dai maggiori eventi: gli atleti che risulteranno estranei dalla pratica di questa sorta di doping di stato potranno comunque gareggiare ma come atleti neutrali e sotto la bandiera del CIO.

Le conseguenze di questa decisione potrebbero essere molto pesanti anche per  la scherma, tanto nell’immediato, per quanto concerne ovvero il percorso di qualifica verso Tokyo 2020, quanto per gli scenari che potrebbero aprirsi proprio nelle gare a Cinque Cerchi. Ma andiamo con ordine: qualora venisse confermata la squalifica, le squadre verrebbero eliminate dalla corsa ai Giochi (la Russia al momento sarebbe qualificata in tutte e sei le armi) e gli atleti russi potrebbero qualificarsi solo tramite il percorso individuale- portando quindi al massimo un atleta per arma – e, come già detto, gareggiando sotto l’egida del CIO. Inoltre verrebbero riscritte completamente le classifiche di qualifica, con l’Italia che ne trarrebbe enorme beneficio in tutte le armi.

Interessanti gli scenari che potrebbero poi aprirsi proprio per le gare Olimpiche, soprattutto al femminile dove tutte e tre le squadre partivano con il ruolo di favorite (o co-favorite, nel caso delle fiorettiste, ruolo condiviso con l’Italia) per conquistare l’oro: nel fioretto femminile le azzurre perderebbero le rivali più accreditate e di fatto si troverebbero la strada spianata (o quasi) verso il titolo, mentre nella sciabola il pronostico passa dall’essere pressoché chiuso alla completa incertezza, venendo a mancare l’unica vera corazzata: Francia, Ucraina, Italia e, perché no, Corea del Sud potrebbero vedersi spalancare porte inattese. Discorso simile per la spada, con Kolobova e compagne che avevano tutte le carte in regola per puntare al bersaglio grosso seppur assieme ad altri team ugualmente attrezzati.

Ma prima di lasciarsi andare a ipotetici scenari, resta da capire cosa succederà nell’immediato futuro: difficile che il Comitato Olimpico Russo non presenti ricorso al TAS (ha 21 giorni a disposizione per farlo), cui spetterebbe l’eventuale decisione definitiva. Inoltre non è chiaro se le tappe di Coppa del Mondo rientrino o meno nel novero dei “grandi eventi” internazionali da cui la Russia è bandita (e a cui è fatto divieto di organizzazione, costringendo quindi a trovare una nuova sede per le gare lì previste), come ad esempio lo sono Mondiali ed Europei.

Nel frattempo, in attesa del pronunciamento del massimo tribunale sportivo, bisogna capire se verrà applicata una sospensiva che permetta quindi di vedere in questo ricco fine settimana di gare la Russia e le sue squadre regolarmente in pedana, con tutto quello che ne consegue per quanto concerne l’impatto anche sulle altre formazioni che si trovano ad affrontare russi e russe nel corso del loro cammino.

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Foto Bizzi