Nuovo DPCM: la scherma può proseguire la sua attività

La stretta decisa dal Governo dopo l’incremento dei contagi risparmia la scherma dalla chiusura. L’attività può proseguire con un rigoroso rispetto dei protocolli.

 

Semaforo ancora verde per la scherma, anche dopo il nuovo DPCM emanato dal Governo per fare fronte ai preoccupanti numeri del contagio da Coronavirus impennatisi in quest’ultima settimana in Italia. A salvare la scherma dallo stop, il fatto che non venga considerata sport di contatto ma anche la considerazione che l’attività quotidiana svolta nelle sale d’armi non rientra fra le attività ludico ricreative.

Resta naturalmente punto fermo la necessità di un assoluto rispetto dei protocolli sanitari (distanziamento, obbligo di indossare le mascherine quando non viene svolta l’attività, controllo della temperatura e sanificazione costante degli ambienti). L’attività schermistica può proseguire per tutte le categorie, dai più piccoli fino ai Master. Ad ogni modo, il gruppo di lavoro federale, già riunitosi, aggiornerà nelle prossime ore l’attuale protocollo per l’attività addestrativa alla luce delle norme dettate dal DPCM emanato quest’oggi.

Così il Presidente Giorgio Scarso ha commentato la possibilità per la scherma di poter proseguire la propria attività: «Il DPCM emanato questa domenica consente alla scherma di proseguire la sua attività, non solo perché, grazie all’interlocuzione istituzionale avviata, essa non è considerata sport di contatto come erroneamente prima risultava, ma anche perché l’attività che viene svolta nelle sale è destinata alla preparazione degli atleti a partecipare alle competizioni nazionali ed internazionali (clicca qui per il calendario provvisorio della Coppa del Mondo 2020/2021), previste tutt’oggi nei calendari della stagione agonistica. Ciò è valido per tutti gli atleti di ogni categoria anagrafica, comprese quelle più giovani in quanto si tratta di attività finalizzata alla preparazione all’agonismo che viene svolta sotto il controllo di tecnici federali qualificati e nel rispetto dei protocolli».

Lo stesso massimo dirigente federale, ha però ben chiaro il carico di responsabilità che comporta l’andare avanti: «l poter proseguire la nostra attività, porta con sè anche un carico di responsabilità: siamo chiamati infatti a continuare nella rigorosa applicazione di quanto previsto dai protocolli federali e soprattutto a rispettare le norme sanitarie che le autorità governative nazionali e locali emanano».

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Foto Bizzi

 

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