Curiosità Olimpiche – Quando vittoria fa rima con…dominio: la storia dei “Grand Slam” nella scherma ai Giochi

Tripletta nella prova individuale e vittoria nella gara a squadre. Ci sono state nazioni che sono state capaci, nel corso della storia della scherma alle Olimpiadi, di imprimere a fuoco il loro marchio su un’arma. E il Dream Team azzurro a Londra è solo l’ultimo della serie.

 

Le ultime, in ordine di tempo, a imprimere a fuoco il proprio marchio su una gara di scherma ai Giochi Olimpici sono state le fiorettiste azzurre a Londra 2012: monopolio del podio nella prova individuale e, per arrotondare il bilancio e portarlo alla voce “perfetto”, anche l’oro nella prova a squadre.

Ma prima dell’impresa firmata da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Valentina Vezzali (con la partecipazione attiva di Ilaria Salvatori), ci sono stati tanti altri precedenti di gare dominate da un’unica Nazione. La prima riuscire nel “grand slam” è stata la Francia nella spada maschile a Londra 1908: Gaston Albert vince davanti ad Alexander Lippman ed Eugene Olivier con i tre protagonisti anche della prova a squadre. Nel 1920 i transalpini dominano ancora la prova individuale ma a squadre a imporsi è l’Italia, mentre tornando al 1908, la gara di fioretto vide la tripletta francese nella prova individuale ma in quell’edizione non venne disputata la gara a squadre.

A proposito di spada Italiana: nel 1936 a Berlino a vincere è Franco Riccardi, con l’argento di Saverio Ragno e il bronzo firmato da Giancarlo Cornaggia Medici. A loro si aggiungeranno Edoardo Mangiarotti, Giancarlo Brusati e Alfredo Pezzana per il bis a squadre. Un’accoppiata, quella fra tripletta individuale e oro a squadre, che l’Italia ha ripetuto anche 20 anni dopo in Australia con Carlo Pavesi, Giuseppe Delfino ed Edoardo Mangiarotti a cui si aggiunsero Alberto Pellegrini, Fiorenzo Marini e Gianluigi Saccaro.

Nella sciabola maschile è stata l’Ungheria a centrare in due occasioni il bottino pieno: nel 1912, grazie alla tripletta firmata Jeno Fuchs, Bela Beckessy ed Ervin Meszaros e quarant’anni dopo nel 1952 con Pal Kovacs, Aladar Gerevich, Tibor Berczelly. Ovviamente in entrambe le occasioni è arrivato anche il bis a squadre.

In campo femminile, il trionfo azzurro di Londra non rappresenta comunque un unicum: a Seul 1988, la allora Germania ovest spadroneggia nel fioretto, grazie ad Anja Fichtel, Sabine Bau e Zita-Eva Funkenhauser, cui si aggiunsero nella gara a squadre Christiane Weber e Annette Klug. Nel 2008, gli Stati Uniti centrarono sì la tripletta individuale nella sciabola femminile, ma non riuscirono a ripetersi nella prova a squadre.

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Foto Bizzi