L’Italia per Tokyo – La sciabola

Gruppi collaudati tanto al femminile quanto al maschile per un’arma con tante carte per le medaglie. Ultima recita per Aldo Montano, che parte riserva nella gara a squadre.

 

Solidità, affiatamento, quartetti collaudati. L’Italia della sciabola fa rotta con grande fiducia verso Tokyo conscia che può giocarsi le proprie carte in tutte e quattro le gare. Soprattutto nelle prove a squadre, dove entrambi i quartetti si giocano grosse fette di medaglia.

Da una parte il quartetto maschile, finito con impressionante regolarità sul podio lungo il percorso che da Rio ha condotto a Tokyo, spesso e volentieri arrivando a sfidare in finale la corazzata coreana. Dall’altra le ragazze: la stagione del 2017, culminata con gli ori ad Europei e Mondiali in cassaforte, è stata la certificazione delle potenzialità del quartetto italiano. Che su un telaio stabile costruito sull’asse Criscio – Gregorio – Vecchi ha costruito le proprie fortune. Uscita Loreta Gulotta, sono entrate dapprima Sofia Ciaraglia quindi Michela Battiston.

Più difficile la lotta nelle prove individuali, ma anche qui nulla è precluso, soprattutto nel settore maschile. Del resto Sirovich ha più volte dichiarato che non firmerebbe per il bronzo e che in un contesto come quello dell’Olimpiade post pandemia tutto può succedere.

SCIABOLA FEMMINILE

MARTINA CRISCIO

Entrata in squadra nella stagione immediatamente post Rio, da allora la foggiana non è mai uscita, diventando in breve tempo cardine del quartetto della sciabola femminile italiana. Lo ha fatto a suon di podi con tanto di vittoria in Coppa del Mondo. A Tokyo farà il suo debutto Olimpico dove tirerà in entrambe le prove. Nel 2013, ai Mondiali Cadetti e Giovani di Porec, ha conquistato la medaglia di bronzo individuale.

ROSSELLA GREGORIO

Grinta e personalità in pedana sono i marchi di fabbrica della trentunenne campana, che in Giappone si appresta a disputare la sua seconda Olimpiade dopo quella di Rio. A lei Sirovich ha affidato il delicato compito di chiudere i match a squadre e proprio a Ross Gregorio è toccato l’onore di mettere la firma in calce ai successi della stagione magica 2017. A livello individuale vanta 7 podi complessivi fra cui la vittoria di Orleans del novembre 2017 ottenuta in una finale tutta italiana contro Loreta Gulotta.

IRENE VECCHI

Terza Olimpiade per la livornese, capitana e veterana della squadra azzurra. Ed è anche la più titolata del quartetto: a livello individuale vanta due medaglie di bronzo Mondiali (Budapest 2013 e Lipsia 2017) e due vittorie in Coppa del Mondo. Per Irene anche due ori Europei a squadre e il titolo iridato a Lipsia condiviso con Martina Criscio e Rossella Gregorio.

MICHELA BATTISTON

Salita in corsa sul treno direzione Tokyo, la friulana è la riserva per la gara a squadre. Classe 1997, tifosissima del Milan, quando chiamata in causa da Sirovich nelle poche tappe di Coppa del Mondo disputate ha saputo sempre farsi trovare pronta. In Giappone può essere una buona carta da impiegare eventualmente in corso d’opera.

SCIABOLA MASCHILE

 

ENRICO BERRÈ

Sognata, inseguita, sfumata nel 2016, finalmente diventata realtà lo scorso marzo dopo la gara di Lussemburgo. Enrico Berrè è finalmente pronto per il suo esordio Olimpico, individuale e a squadre. Esploso nella stagione 2013, quando conquistò un bellissimo bronzo agli Europei di Zagabria, il finanziere laziale ha in bacheca anche due vittorie in Coppa del Mondo a livello individuale a Plovdiv (2014) e Madrid (2018).

LUCA CURATOLI

Come Enrico Berrè, anche Luca Curatoli è al suo esordio alle Olimpiadi. Il ventiseienne napoletano, entrato giovanissimo nel giro della Nazionale e protagonista del titolo Mondiale a squadre vinto a Mosca 2015, è fra le carte più forti al mazzo azzurro per la medaglia individuale. A lui è affidato anche il compito di chiudere gli assalti a squadre.

LUIGI SAMELE

Seconda esperienza Olimpica per lo sciabolatore foggiano. Nel 2012 era partito come riserva per la gara a squadre, di fatto risultando decisivo nella finalina per il bronzo tirata al posto di Luigi Tarantino con un saldo stoccate di +6. Nel 2016 è stato penalizzato dall’assenza della prova a squadre a Rio, a Tokyo si vuole giocare tutte le sue carte per provare a vincere una medaglia dal peso specifico enorme.

ALDO MONTANO

Il fuoriclasse livornese non ha certo bisogno di presentazioni. A Tokyo disputerà la sua quinta Olimpiade, ultimo atto di una carriera splendida: campione Olimpico nel 2004, campione del Mondo nel 2011, campione Europeo nel 2006 solo per citare le vittorie individuali. Una medaglia in Giappone sarebbe il modo migliore in cui questa icona della scherma (e non solo) Mondiale possa chiudere la sua avventura in pedana.

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Foto Bizzi