Preview Olimpica – Fioretto femminile individuale, tra certezze e prime volte

Deriglazova favorita, ma dovrà fare i conti con Batini, Errigo e Volpi. Kiefer e Thibus in posizione d’attacco, tante le possibili sorprese. La preview della gara Olimpica di fioretto femminile.

 

Tra le varie gara in programma, quella di fioretto femminile resta probabilmente la meno incerta a livello di risultati. Ma la certezza dei soliti volti noti, porta a immaginare che l’inaspettato è dietro l’angolo. E tra un cartoncino di probabilità e uno degli imprevisti, le donne del fioretto mondiale si apprestano a vivere quest’ultimo mese pre olimpico con grande trepidazione.

Pensare che la campionessa olimpica in carica, Inna Deriglazova, abbia trentuno anni, la rende perfetta per il ruolo da protagonista che andrà a recitare. Il robot russo non sbaglia una gara da tempo immemore e si presenterà ancora una volta sulle pedane asiatiche da grande favorita.

Arianna Errigo proverà a riscattare la delusione di Rio (primo turno contro Harvey, ndr) cercando una medaglia che la consacrerebbe nel gotha della scherma mondiale. Tra l’altro, l’atleta comasca è l’unica ad aver partecipato già a due olimpiadi. Per Alice Volpi (altra favorita per il podio) e Martina Batini (sempre da tenere in considerazione) sarà la prima Olimpiade.

Impossibile non menzionare altre due che tanto bene hanno fatto in questi anni e che renderanno la vita difficile alle nostre: Ysaora Thibus e  Lee Kiefer. La ragazza francese e la piccola americana presenziano le vette delle classifiche mondiali da quasi dieci anni. È forse arrivato il momento di riscuotere? Probabilmente sarà una partita a scacchi tra queste regine del fioretto mondiale, dove qualche pedone cercherà di rubare e mangiare pezzi di scacchiera.

Le padrone di casa Ueno e Azuma (per due) potrebbero provare il colpaccio, con le coreane pronte a dare seguito a quella che è stata la leggenda Nam, con l’idea di seguire le sue orme. Debutto in società, in quella a cinque cerchi perlomeno, per Jessica Guo, canadese dalle profonde radici asiatiche, che a soli sedici anni proverà l’attacco all’oro.

Parleranno le pedane, si confideranno dopo ogni match con l’atleta che le calcherà. E alla fine, soltanto allora, chi sarà più fredda, cinica, spietata ma empatica nei confronti della vittoria, riuscirà a prendersi quel primo posto. E a cantare l’inno a squarciagola, come si sognava da bambine.

Twitter SimoMnez

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Foto Augusto Bizzi